Michele Santoro

Continua a tenere banco il caso Santoro. Le polemiche sul divorzio, scoppiate, subito dopo l’annuncio ufficiale della «risoluzione consensuale» del contratto, non si placano. A concentrare l’attenzione oggi i numeri relativi alla vicenda. Santoro lascia la Rai con una buonuscita pari a 2,3 milioni di euro. Niente di sconvolgente, la risoluzione del rapporto è avvenuta secondo il piano d’incentivazione dell’esodo per i dirigenti Rai, quello che prevede fino a 30 mensilità oltre al normale Tfr. A preoccupare in casa Rai, dovrebbero essere piuttosto altri numeri, quelli relativi all’audience di Anno Zero che, con il probabile trasferimento del programma su La7, potrebbe vedere migrare verso la concorrenza quasi 5,8 milioni di spettatori e con loro gli introiti pubblicitari. Già c’è chi parla, forse con eccessiva fantasia, di un probabile ulteriore aumento del canone Rai. Altri invece si dicono certi di una promessa che la Lei avrebbe strappato al Governo come ringraziamento della ‘cacciata’ di Santoro: il canone Rai inserito nella bolletta dell’Enel e quindi fine della piaga dell’evasione. Sarà, intanto i numeri sono protagonisti anche chez La7. Per l’emittente, che sembra già avere in mano un contratto con Santoro (eventualità questa al momento smentita dallo stesso giornalista), le ripercussioni legate al caso si vedono in Borsa. Il titolo di Telecom Italia Media (azienda che controlla l’emittente) è al centro delle speculazioni. Le azioni della società oggi stanno registrando una flessione del 7,5% dopo il +17,5% accumulato ieri e il +9% messo a segno nell’ultima settimana.