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Dopo la Germania, anche l’Europa torna a occuparsi del “problema” Google, il motore di ricerca che il commissario Almunia considera decisamente pericoloso sul piano della concorrenza. Proprio Almunia ha chiesto a Google nuove concessioni per cercare di risolvere il contenzioso che la oppone alle autorità Ue minacciando di formalizzare le accuse per abuso di posizione dominante e multe che potrebbero arrivare alla cifra astronomica di 5 miliardi di euro. Il contenzioso tra la Ue e il motore di ricerca che in Europa ha una penetrazione del 90% circa, dura da quattro anni. Le autorità di Bruxelles motivano l’accusa di concorrenza sleale sostenendo che i risultati delle ricerche effettuate sul suo motore consentono alla società statunitense di favorire i propri prodotti e servizi. Tanto che Almunia ha anche minacciato di aprire analoghi procedimenti per Youtube e per il sistema operativo per smartphone Android.

A peggiorare la situazione di Google hanno contribuito anche le rivelazioni di Snowden che ha sostenuto che sarebbe stata proprio la collaborazione segreta del motore di ricerca di Mountain View a mettere le autorità americane in condizione di poter accedere ai dati riservati di cittadini europei.