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Go further, faster. Andare avan­ti, più velocemente. Sembra un imperativo irrinunciabile per le aziende che desiderano stare al passo con le sfide continue im­poste attualmente dal mercato e avere un vantaggio competitivo sui concorrenti. Al contempo, è la promessa, oltre che il motto, fat­ta dalla multinazionale statunitense NetApp ai suoi clienti, attraverso l’offerta di prodotti e soluzioni che consentano alle imprese una riduzione dei costi e permettano di dare una spinta al proprio business.
«Il passaggio dai sistemi informativi di tipo tradizio­nale a quelli basati sul cloud, privato e/o pubblico», spiega Bruna Bottesi, da luglio country manager della filiale italiana di NetApp, «ha comportato una crescita esponenziale della quantità di dati. Secondo le proiezioni degli analisti, se nel 2010 le aziende usavano in media 100 terabyte di dati, nel 2020 ne utilizzeranno 58 volte di più, fino a 5,8 petabyte». In parallelo, però, la crescita esponenziale e continua di bit d’informazione rende sempre più difficile da gestire la loro stessa portata, oltre che rivelarsi potenzialmente troppo onerosa in termini di spesa. Occorrono dunque dei sistemi ad hoc per immagazzinare e memorizzare questa mole di dati critici (il cosiddetto storage), ma anche e soprattutto per renderli disponibili tempestivamente alle aziende, per mezzo di una infrastruttura che possa sostenere nel tempo tale carico. «Inquadrato in un simile scenario di cambiamento», commenta ancora Bottesi, «si tratta di un settore che sicuramente crea delle opportunità, anche lavorative, ma nello stesso tempo presenta delle discontinuità, create dalla virtualizzazione degli ambienti informatici. Tuttavia, nell’ambito di un processo che appare ormai inarrestabile, il cloud viene ora acquisito come servizio di evoluzione tecnologica. Specie il modello “privato”, interno a un’azienda, più di quello “pubblico”, ospitato in data center esterni, per il quale i tempi non sono ancora pienamente maturi». Lo scenario dell'Information & communication technology
Ma il mercato italiano è pronto ad accogliere e sostenere sistemi di data agility efficienti e sicuri? «Come noto, il nostro Paese è arretrato in fatto di sviluppo tecnologico, dal punto di vista delle infrastrutture, ma anche, per esempio, della penetrazione dell’It negli ambienti domestici», ricorda Bottesi. «Tuttavia, sono ottimista. La Penisola offre potenzialmente grandi opportunità per il comparto». Una fiducia, la sua, che trova riscontro negli ultimi studi di settore: come emerge infatti dall’indagine Assinform sul primo semestre del 2012, al netto calo di Pc e server si è contrapposto, oltre allo sviluppo del 78,5% degli smartphone, anche la crescita significativa del 41,6% del cloud computing. Dati che dimostrano l’importanza sempre più strategica della dimensione mobile e delle componenti tecnologiche che consentono la fruizione di “Internet in movimento” come appunto i sistemi a nuvola.
Efficienza, sicurezza e innovazione costante sono le parole chiave della mission targata NetApp Italia, per la quale Bottesi si è prefissata alcuni obiettivi, da raggiungere nell’ambito di un piano triennale. «Il focus principale è sulla crescita del brand. La multinazionale, che lo scorso anno ha incrementato il giro d’affari globale del 22%, è seconda nel mondo a livello di market share nel settore storage. Ci sono Paesi, come la Germania o l’Olanda, in cui addirittura siamo primi. Nella Penisola, dove l’azienda ha registrato comunque un aumento del 26% nel 2011, siamo ancora quarti. E dunque puntiamo all’aumento del fatturato e del posizionamento di mercato, andando a rafforzare la brand visibility specie presso le grandi aziende».
Altro pilastro importante, le partnership. «Miriamo a consolidare le aree strategiche delle alleanze. Noi non vendiamo i nostri prodotti e le nostre soluzioni direttamente, ma esclusivamente attraverso i part­ner. Non andremo mai in conflitto con loro. Al con­trario, prestiamo attenzione a mantenere parità ed equilibrio nella collaborazione».
Funzionali al conseguimento di questi target sono le leve di marketing e comunicazione su cui la filiale sta spingendo in particolar modo. «Stiamo lavorando su azioni specifiche dirette ai clienti, o rivolte ad aree di clienti, che facciano comprende­re meglio il mondo attorno al brand NetApp e la sua natura», sottolinea Bottesi, «quella di un marchio dina­mico, molto specializzato e in con­tinua espansione. Per questo, per esempio, abbiamo aperto un Executi­ve Briefing Center (EBC) ad Amster­dam, che si va ad aggiungere a quello già presente in California, per far avere una visione a 360 gradi dell’azienda, a clienti, partner e giornalisti, programmando per loro delle visite personalizzate in base alle differenti esigenze».
Un altro strumento su cui l’azienda sta investendo è il Proof of Concept (PoC). «Attraverso quest’ul­timo un’impresa può utilizzare, per un determinato periodo di tempo e in forma gratuita, una soluzione storage NetApp disponibile e creata ad hoc per la sua realtà, così da valutarne appieno l’efficienza».
Infine, terza area di impegno, «i workshop che orga­nizziamo sul cloud, con i quali possiamo supportare i cloud provider nell’individuare i servizi da offrire sul mercato», conclude Bottesi.

Bruna Bottesi

Bruna Bottesi

«Puntiamo a rafforzare la brand visibility di NetApp nella Penisola»
È diventata lo scorso luglio country manager della filiale italiana di NetApp. A Bruna Bottesi, 46 anni – in precedenza vice president & general manager priting & personal system Hewlett-Packard Italia – è stata affidata la responsabilità di accelerare la crescita dell’azienda nella Penisola e rafforzarne la leadership nel mercato storage tricolore, promuovendo presso tutti gli stakeholder lo spirito innovativo del marchio, l’impegno nella ricerca e lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia, in grado di aiutare le aziende a essere più efficienti e produttive.
«NetApp è tra le realtà mondiali in continua crescita, insieme a colossi come Apple, Google e Amazon, solo per citarne alcuni», commenta Bottesi. «In un contesto di crisi come quello degli ultimi anni, è un aspetto importante e significativo. Altro punto che ho trovato rilevante per la mia scelta: questa multinazionale, così dinamica e in continua evoluzione tecnologica, è considerata al terzo posto a livello globale come miglior luogo dove lavorare, quindi è alto il grado di soddisfazione dei propri dipendenti».
Accelerating Science, Cern
Le recenti novità dell’azienda
Un’agile data infrastructure consente al Cern di Ginevra di analizzare con efficacia i dati provenienti da oltre seicento milioni di collisioni al secondo fra particelle e gestire una crescita dei dati che supera i 20 petabyte anno su anno (nelle foto).
Insieme a Cisco, il marchio espande le soluzioni dedicate all’infrastruttura del Data Center per aumentare la copertura del mercato. La nuova soluzione ExpressPod mira a fornire efficienza e semplicità dell’It a piccole e medie imprese; ampliata la soluzione FlexPod che aggiunge il supporto per lo storage clustering e per Oracle RAC al fine di consentire operazioni scalabili alle grandi aziende. Con Desktone, invece, offre la soluzione Desktop as a Service, che aiuta i service provider a risolvere le sfide del deployment di desktop virtuali, riducendo i costi di avvio, eliminando progettazione e complessità di gestione e migliorando le prestazioni. È infine a supporto di Windows Server 2012 con sistemi per la virtualizzazione di server e desktop. Per le organizzazioni di varie dimensioni e settori, la collaborazione semplifica e accelera il pooling, il provisioning, l’accesso e la gestione dello storage in ambienti Windows.