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Niente posizione dominante per Google. L’Antitrust tende una mano al motore di ricerca più utilizzato al mondo chiudendo l’istruttoria a suo carico, ma accettando e rendendo vincolanti gli impegni presentati da Mountain View nel corso dell’istruttoria. L’inchiesta dell’Antitrust era partita lo scorso dicembre (leggi) in seguito alle proteste di alcuni concorrenti di Google (come ad esempio Bing di Microsoft) per una presunta violazione delle regole sulla concorrenza. In base agli impegni assunti Google consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma.

Google e l’effetto Antitrust, cosa cambia
Grazie all’istruttoria dell’antitrust gli editori on line avranno un maggior controllo sui propri contenuti nell'ambito del servizio Google News, più trasparenza e verificabilità delle condizioni economiche applicate dalle imprese di siti web che si avvalgono dei servizi di intermediazione pubblicitaria di Google. “Abbiamo collaborato con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e con gli editori per rispondere agli interrogativi sollevati e risolvere le perplessità manifestate – ha dichiarato un portavoce di Google – Nell'operare in piena conformità alle regole di concorrenza italiane ed europee, siamo consapevoli che è sempre possibile apportare ulteriori miglioramenti al modo in cui svolgiamo le nostre attività”.

Tutela diritto d’autore, serve una legge ad hoc nazionale
L'Autorità ha quindi inviato una segnalazione a Governo e Parlamento chiedendo che venga rivista la normativa a tutela del diritto d'autore, adeguandola alle innovazioni tecnologiche ed economiche del web. Secondo l'Autorità “un'istruttoria antitrust non può sciogliere il nodo dell'adeguata remunerazione dell'attività delle imprese che producono contenuti editoriali online, per lo sfruttamento economico delle proprie opere da parte di altri soggetti. Occorre dunque una legge nazionale che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale in grado di incoraggiare su internet forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti di esclusiva sui contenuti editoriali e i fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti da tali diritti”. Per l'Antitrust è necessario, in una prospettiva pro concorrenziale, “superare l'oggettivo squilibrio tra il valore che la produzione di contenuti editoriali genera per il sistema di internet nel suo complesso e i ricavi che gli editori online sono in grado di percepire dalla propria attività. Si tratta di un'esigenza - prosegue la nota - che, vista la dimensione sopranazionale del fenomeno internet, deve anche essere promossa dalle istituzioni italiane anche presso le opportune sedi internazionali”.