Emilio Fede, direttore del Tg4

Dopo la multa comminata al Tg1 a inizio settimana, arrivano altre sanzioni firmate Agcom. L’Authority, sulla base dei monitoraggi effettuate nelle giornate di mercoledì 11 e giovedì 12 maggio, ha infatti irrogato una sanzione da 100 mila euro al Tg4 e una sanzione dello stesso importo a Sky, ancora una volta per il mancato rispetto delle norme sulla par condicio in vista del voto amministrativo di domenica e lunedì.
Se per il telegiornale diretto da Augusto Minzolini l’Agcom aveva parlato di «trattamento di favore» riservato al premier Silvio Berlusconi, questa volta la multa è legata alla «inadeguata osservanza degli ordini impartiti». Martedì scorso, infatti l’Agcom aveva ordinato alle reti televisive di dedicare ai membri del governo un tempo «riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione».
Quattro i voti a favore delle sanzioni: quelli del presidente Corrado Calabrò e dei commissari Michele Lauria, Gianluigi Magri, Sebastiano Sortino. Antonio Martusciello ha votato contro la sanzione al Tg4, ma si è astenuto sulla multa a Sky.

Nuovo appello Agcom
Intanto arriva un nuovo appello dell’Authority al rispetto della par condicio «ai sensi dell'articolo 1 della legge 515/93, la presenza di membri del governo, candidati, esponenti di partito e di movimenti politici, fino alla chiusura delle operazioni di voto (quindi fino alle ore 15 del 16 maggio) può avvenire solo nelle trasmissioni informative riconducibili alla responsabilità di una specifica testata giornalistica e deve essere limitata esclusivamente all'esigenza di assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione. La presenza è vietata in tutte le altre trasmissioni».