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Sono state 1.690 le violazioni palesi del Codice della privacysoltanto in agosto.

Questo il dato allarmante emerso dalla ricerca diFederprivacy che ha analizzato un campione di 2.500 siti web. La maggior parte delle infrazioni riguardano l’obbligo di informare l'interessato sul trattamento dei suoi dati personali previsto dall’articolo 13 del Codice, ma in molti casi non è stata rispettato neppure l’obbligo di richiedere il consenso al trattamento dei dati sancito all'articolo 23 della legge sulla privacy. A non dare idonea informativa all'interessato, sono piccole e medie imprese (55%).

Nel 17% dei casi si tratta di siti web che trattano dati sensibili in quanto svolgono attività in settori legati alla salute. Tra gli inadempienti figura anche un 7% di aziende informatiche, web agency o società di consulenza nel settore, che spesso svolgono esse stesse attività di progettazione di siti per i loro clienti. Dalla ricerca risulta anche che il 6% dei contravventori sono soggetti di condizioni economiche e dimensionali notevoli, come grandi aziende, multinazionali, enti pubblici, e anche personalità come artisti e politici.

«L'ammontare delle violazioni rilevate nell'arco di un solo mese è stimata, codice alla mano, intorno ai 24 milioni di euro» commenta il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, «ma la portata del fenomeno è molto più estesa perché i domini registrati presso il Registro.it del Cnr sono ad oggi circa 2,5 milioni, e questo significa che il campione analizzato equivale ad appena un millesimo dei siti italiani.

L'entità di queste infrazioni, che sono pure alla bella vista di tutti su internet, è potenzialmente calcolabile in alcuni miliardi di euro".