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I nuovi bisogni non si possono ignorare

I nuovi bisogni non si possono ignorare Torna a UNA trend comunicazione
Venerdì, 13 Maggio 2022

Daniele Romei, consulente di comunicazione di lungo corso, avvisa le imprese

Michele Romei

Sostenibilità, consapevolezza e un nuovo approccio alla vita. Secondo Daniele Romei, esperto di comunicazione di impresa, ci sono nuovi bisogni e sensibilità dei quali le aziende dovranno tenere necessariamente conto.

Quali sono i trend indicati dal report su cui lei sta investendo maggiormente?
Sicuramente due. Il primo riguarda la consapevolezza e la voglia di autodeterminarsi delle persone e di riflettere su acquisti e comportamenti consapevoli, con la persona che è al centro del progetto. Il secondo fattore su cui sto puntando è sicuramente considerare la comunicazione online come nuova frontiera sociale. In particolare, sto lavorando sulle aziende incoraggiandole a investire sulle possibilità offerte dal metaverso e dall’AR, la realtà aumentata. Indubbiamente questo sarà uno dei possibili futuri della comunicazione, e bisogna fin da subito cercare di capire e sperimentare come questa nuova realtà possa essere piegata agli usi della comunicazione.

Ci sono altre tendenze che possono influenzare il modo di comunicare?
Oltre alla pandemia anche la guerra in Ucraina influenzerà il nostro modo di comunicare e ci porterà a una nuova riflessione sulle piattaforme, soprattutto social. Fin da subito alle persone è stato chiaro come le parti in causa utilizzino questi strumenti per la propria propaganda e di come gli stessi siano inondati da notizie e immagini non sempre attendibili. Sarà necessario verificare se da qui a pochi mesi la fiducia sui social network non subirà variazioni, obbligando all’utilizzo di piattaforme alternative.

Quali sono, secondo lei, i trend più difficili da implementare?
La maggiore consapevolezza del valore della privacy sarà uno dei temi caldi, così caldi che qualcuno ne rimarrà scottato. Le persone stanno iniziando a comprendere il valore economico dei propri dati. Si dovrà pertanto porre maggiore attenzione alla comunicazione sull’uso di tali dati e valutare con attenzione l’ostentazione della gratuità del proprio servizio. Anche la brand  purpose  riserverà la sua dose di difficoltà. Soprattutto per quanto riguarda il tema della sostenibilità. Il green  washing  realizzato in questi anni sta iniziando a emergere come pratica scorretta, e i consumatori si aspettano ora la vera svolta. Le aziende purtroppo non sono ancora pronte. La completa tracciabilità della filiera andrebbe oggi mostrata apertamente, soprattutto nel settore moda, dove i consumatori che a gran voce il proprio desiderio di sostenibilità.

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