Diego Masi

Assocomunicazione, l’associazione che con 168 imprese rappresenta il 75% dell’intero mercato della comunicazione italiana, ha oggi presentato il rapporto che fotografa lo stato di salute del mercato. “Comunicare Domani 2010” è la quinta edizione della ricerca che analizza le performance della comunicazione in Italia. Dopo un 2009 da incubo, nel quale il settore ha accusato perdite pesantissime, le previsioni per il 2010 restituiscono agli addetti ai lavori una manciata di ottimismo.
Il mercato della comunicazione dovrebbe tornare infatti a crescere complessivamente del 2,3%, recuperando parte del terreno perduto e collocandosi poco al di sopra dei 23 miliardi di euro.
I segnali positivi e incoraggianti non sono estesi in egual modo all’intero comparto, come spiega Diego Masi, presidente di Assocomunicazione, “vi sono velocità differenziate, spicca Internet con +11,7%, mentre ancora in sofferenza la stampa periodica che perde il 9,3%”.
La televisione torna a crescere attestandosi al 3,9%, con le generaliste che non mollano, registrando un +3%, il satellite che cresce del 5,3% e l’esplosione del digitale che registra addirittura un +138%.
Per quanto riguarda la stampa alla sofferenza dei periodici fa da contraltare la tenuta dei quotidiani -1%. Per fronteggiare la crisi gli editori adottano soluzioni in direzione della digitalizzazione dell’informazione, esponenziale è in questo contesto la crescita di applicazioni per i-Pad.
Tornano a performance positive radio (+2,8%) e cinema (+1,8%), quest’ultimo grazie soprattutto alla digitalizzazione delle sale cinematografiche e al 3D.
I canali relazionali continuano a registrare valori positivi: direct marketing , relazioni pubbliche, promozioni ed eventi si confermano con crescite rispettivamente pari al 2 al 2,5 e al 7%, che impongono all’intero comparto considerazioni circa la necessità di un riposizionamento dell’offerta e di un ripensamento circa i luoghi e le modalità di dialogo con i pubblici.
La comunicazione italiana sembra quindi aver intrapreso la giusta strada per uscire dalla crisi in cui era sprofondata, è però ancora una timida ripresa, che mostra i segnali di incertezza tipici della congiuntura economica, come sostenuto da Attilio Redivo, Presidente del Centro Studi AssAP Servizi, che ha collaborato alla realizzazione dello studio, “quest’anno si sono confermati i segnali di incertezza e prudenza segnalati nel 2009: le aziende accorciano costantemente l’orizzonte temporale delle loro decisioni”.
Redivo dimostra cauto ottimismo anche sulle dimensioni della ripresa: “non si tratterà di una ripresa veloce e passeggera, ma piuttosto di una crescita costante che ci porterà, secondo le nostre stime, a recuperare i livelli d’investimento del 2008 in 4 anni”.