Le due campagne a confronto

La guerra delle acque è scoppiata. Dopo il lancio della campagna comsumeristica Coop “Acqua di casa mia” nella quale la catena distributiva indicava il consumo di acqua del rubinetto come maggiormente ecologico rispetto a quello dell’acqua imbottigliata (vedi news), arriva la risposta di Mineracqua.
La Federazione Italiana Acque Minerali Naturali di Confindustria lancia una contro campagna di comunicazione: “Acqua minerale. Molto più che potabile”. Si tratta della prima campagna comunicazionale della storia di Mineracqua, che “promuove un’informazione trasparente e in grado di diffondere correttamente la qualità dell’acqua minerale rispetto quella del rubinetto”.
La firma della campagna “Da un’informazione trasparente nascono scelte libere” attacca implicitamente la campagna Coop, colpevole, secondo Mineracqua, di sostenere che l’acqua del rubinetto è uguale a quella minerale. La campagna a difesa dell’acqua imbottigliata utilizza un “side by side” informativo che evidenzia le caratteristiche che differenziano le due tipologie di acqua.
Un confronto che ripercorre tutto il processo che porta in tavola l’acqua minerale, dall’origine all’imbottigliamento, dal trasporto all’etichettatura, sottolineando come il prodotto finito che arriva nelle case dei consumatori al termine di questi passaggi sia un prodotto sicuro, sottoposto a una rigida validazione legale che non ammette deroghe (a differenza dell’acqua del rubinetto).
“Ci siamo stancati di sentire dire che e quella acqua del rubinetto e quella in bottiglia sono uguali – afferma Ettore Fortuna, Presidente di Mineracque – non è così. Si vuol far credere agli italiani che se comprano l’acqua devono sentirsi in colpa perché inquinano l’ambiente”.
La campagna comunicazionale di Coop – costo 1 milione di euro, testimonial Luciana Littizzetto – sostiene invece che la scelta di chi ha a cuore l’ambiente è quella di bere acqua del rubinetto, o al scegliere quella di fonti più vicine a casa.
I maligni ritengono che obiettivo di Coop non sia solo quello alto, di difesa ambientale, ma che la campagna nasconda motivazioni diverse. Invitando a bere l’acqua del rubinetto Coop libera spazio sui suoi scaffali da destinare a beni più costosi e meno ingombranti e incentiva la vendita della sua caraffa filtrante a uso domestico. Inoltre, raddoppiando le fonti di approvvigionamento delle acqua minerali a marchio Coop, (dalle due attuali si arriverà ad averne quattro a copertura di tutta la penisola), la catena distributiva offre un’alternativa ecologica “quasi a Km 0” a chi l’acqua del rubinetto proprio non la vuole bere.