Il mercato pubblicitario italiano si attesta di pochissimo sopra quota 5 miliardi di euro Nei primi dieci mesi del 2015 (gennaio-ottobre), per una flessione dell’1,1% rispetto al cumulato 2014 (5,07 miliardi contro 5,04). Sul singolo mese di ottobre, si assiste invece a una crescita del 2,7%. Considerando anche la porzione Web (search e social) stimata da Nielsen, sul cumulato 2015 si registra invece un incremento dell’1,4%.

Per la televisione, la flessione è dello 0,7% (da 2,92 a 2,90 miliardi), con un +6,7% sul singolo mese. In flessione anche Internet, -1,2%, così come i quotidiani (-6,7%), periodici (-4%), cinema (-7,2%) e direct mail (-6,1%). Segno più per radio (+10%), outdoor (3,1%), transit (19,4%) e out of home tv (10,7%). Secondo Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen, a caratterizzare il periodo sono stati la ripresa dei consumi natalizi e la paura generata dagli ultimi fatti terroristici.

Guardando ai settori merceologici, undici risultano in crescita, per un apporto di circa 119 milioni di euro. Crescono alimentari (+5,7%) e farmaceutici (+4,7%), mentre risultano in flessione finanza/assicurazione (-5,9%), automotive (-1,3%) e tlc (-7,9%). I maggiori apporti alla crescita arrivano dai settori servizi professionali (+23%), enti/istituzioni (+9,7%), gestione casa (+8%) e bevande/alcolici (+7,4%).

Nielsen ipotizza una chiusura d’anno positiva per l’1,8% (+0,5% per la tv); se gli attuali trend in termini di consumi e fiducia dei consumatori dovessero proseguire, il 2016 potrebbe registrare una crescita intorno al 3,5%.