Marta Godi

Come riuscite a gestire un ventaglio di brand così ampio? E quale strategia utilizzate in modo che i marchi non si cannibalizzino tra di loro?

È proprio la diversità di contenuti e di messaggi dei brand che seguiamo che ci porta a individuare strategie ad hoc rifuggendo da ogni atteggiamento standard. Ogni brand ha una sua identità e il nostro compito è quello di esaltarne le peculiarità. Il messaggio viene “cucito su misura” rispetto all’identità del brand. Tra l’altro, la diversità è un plus perché consente di ottimizzare i tempi e semplificare l’iter lavorativo. L’orizzonte dei settori merceologici in cui Guitar è attiva e competente è davvero articolato. Il nostro portfolio comprende brand affermati e giovani designer, marchi di accessori, di gioielleria e anche situazioni “extramoda”. In sintesi, si potrebbe parlare di sensibilità, versatilità, completezza e “agilità”. La sensibilità permette di cogliere l’essenza del brand; la versatilità è la capacità di adeguare le nostre prestazioni tanto al cliente quanto al consumatore; la completezza riguarda l’offerta di servizi e supporti; l’agilità è infine la capacità di agire in termini immediati, pronti, dinamici.

Come è cambiato il mondo delle pubbliche relazioni in questo particolare momento di crisi economica che ha interessato tutto il mondo? Sono state messe in campo differenti o nuove strategie media?

Il mondo delle pubbliche relazioni è sempre stato in evoluzione e nell’ultimo semestre si sono dovuti accelerare questi cambiamenti. Noi siamo in continua evoluzione con nuove strategie e questo rende il nostro mestiere affascinante. Nella moda la crisi si percepisce nell’aumentato grado di “cautela” in fatto di scelte, investimenti e iniziative. Tutto questo si può leggere anche in un’ottica di positività, l’approccio è più puntuale, più critico, più responsabile. Per quanto riguarda le strategie media, si assiste a una crisi della carta stampata, di cui ci auguriamo a breve una pronta ripresa. È inevitabile la presa di posizione dei “nuovi” media e quindi di comunicazioni adeguate e nuovi linguaggi.

Purtroppo si prevedono ancora un paio di anni di incertezza e cauto ottimismo: quali saranno le realtà che ne usciranno fortificate?

Le difficoltà devono servire a rafforzare e fortificare, devono essere vissute come opportunità. Stiamo affrontando questo periodo con grande impegno. Ci guida la fiducia in nuovi meccanismi di comunicazione: l’ottimismo dunque è d’obbligo, ma anche “sentito” con convinzione.

Come vede lei il 2010?

Il 2010 sarà critico e difficile, ma anche di selezione tra realtà valide, che hanno contenuti e messaggi da esprimere.

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