neuromarketing lindstrom

Che cosa spinge i consumatori ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro? Ce lo spiega il neuromarketing, una scienza nata ufficialmente nel 2009 dal genio di Martin Lindstrom (anche se il termine è stato coniato nel 2002 da Ale Smidts) Che così il neuromarketing? Si tratta di una branca della cosiddetta neuroeconomia: mette insieme il marketing, l'economia, la psicologia e le neuroscienze per indagare i meccanismi mentali che orientano le scelte dei consumatori. Perché ogni decisione corre sul filo sottile tra la nostra parte razionale e l'inconscio.

Come si fa a far prevalere il gusto personale rispetto alle considerazioni oggettive su prezzo e qualità? Qual è la risposta all'eterna domanda "che cosa ci porta all'acquisto"? Attenzione, il neuromarketing non ha niente a che fare con la comunicazione subliminale, vietata proprio in virtù della scorrettezza nei confronti dell'acquirente. Le aziende hanno cominciato a interessarsi al neuromarketing a causa dell'inadeguatezza dei metodi usati tradizionalmente per determinare i meccanismi di preferenza e di decisione degli acquirenti: un sondaggio infatti è facilmente manipolabile dalle emozioni - e, in fondo, che cos'è più facile di mentire? - mentre il nostro cervello non può ingannare le immagini.

Come funziona il neuromarketing?

Il neuromarketing si avvale così di strumenti medici per indagare l'attività cerebrale durante la scelta di un'opzione d'acquisto. Si usano tradizionalmente strumenti come la risonanza magnetica funzionale (fMRI, Functional Magnetic Resonance Imaging )  e l'elettroencefalografia (EEG), per comprendere cosa effettivamente accada a livello neurocognitivo in risposta a determinati stimoli emozionali. A queste tecniche si aggiungono tecniche più recenti come l'eye tracking, che permette di seguire il movimento oculare in un ambiente o davanti a un'immagine per capire quali punti attirino maggiormente l'attenzione.

Martin Lindstrom, il papà del neuromarketing

Come dicevano, il vero papà del neuromarketing è Martin Lindstrom, già sulla copertina di Time  nel 2009. Esperto di brand building, columnist del New York Times  e Wall Street Journal, ha scritto sei best seller sul tema. Il più famoso è Buyology , tradotto appunto in Italia come Neuromarketing . Il suo approccio si concentra sulla comprensione dei desideri più profondi dei consumatori, trasformandoli in prodotti e messaggi innovativi, marchi o esperienze in-store di sicuro successo. Tra i suoi clienti vanta marchi del calibro di Coca-Cola Company, Nestlè, Red Bull, IBM, McDonald Corporation, PepsiCo, American Express, Procter & Gamble, Microsoft