Con un consumo annuo procapite che sfiora i 200 litri di acqua minerale, 195 per la precisione, gli Italiani sono i primi consumatori di acqua minerale in Europa e i terzi nel mondo, dietro solo Emirati Arabi e Messico. Se poi all’acqua bevuta si aggiunge quella consumata, per mangiare, lavare, far funzionare siti produttivi e agricoli etc, si scopre che ogni italiano usa al giorno la bellezza di 237 litri d’acqua (uno statunitense 425, un francese 150, un abitante del Madagascar 10).
Questi sono i numeri che Coop snocciola per presentare la sua ultima campagna consumerista “Acqua di casa mia”, con la quale la catena distributiva promuove un consumo corretto e consapevole a partire dall’acqua del rubinetto.
“Con questa campagna vogliamo giocare il ruolo di apripista, sperando che altri ci seguano - spiega Vincenzo Tassinari, presidente Consiglio di Gestione di Coop Italia - Sappiamo che da soli non possiamo risolvere un problema di tale portata, che ha un peso non indifferente sullo stato di salute dell’ambiente in cui tutti viviamo”. Tassinari ci tiene a sottolineare che “la nostra comunque non è una campagna contro, ma ha l’obiettivo di dare ai soci e consumatori tutti gli elementi necessari per fare scelte consapevoli”.

Tre i filoni informativi su cui la campagna si concentra:

1. la situazione in Italia delle acque di rubinetto;
2. le caratteristiche specifiche e la mappatura delle acque minerali;
3. gli sprechi idrici.

Ampio il ventaglio di materiali che Coop mette a disposizione dei suoi clienti e consumatori. Si parte dallo “scaffale parlante”: ovvero manifesti con precise indicazioni delle fonti sia locali che nazionali e della loro ubicazione geografica, legende sui diversi tipi di acque minerali, consigli sui comportamenti corretti nella vita di tutti i giorni per evitare gli sprechi domestici. Poi spot istituzionali, formazioni per i dipendenti e community via web.
Ovunque lo stesso messaggio “salvaguardiamo l’ambiente: scegli l’acqua del rubinetto o proveniente da fonti vicine”.
D’altro canto, secondo Coop, “se si ha a cuore lo stato dell’ambiente non si può chiudere gli occhi di fronte a un dato di fatto: l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km (ma mediamente ne fanno di più) producono emissioni almeno pari a 10 kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg Un rapporto di 1 a 250. Le possibilità che si aprono sono diverse”.
Chi vuole può decidere di ricorrere all’acqua di rubinetto, normalmente un’acqua di buona qualità e sicura da un punto di vista igienico. Altra strada è poi quella di scegliere acque minerali vicine, così da limitare il trasporto su gomma.