Il 75% degli investitori facoltosi a livello mondiale ritiene che la pandemia abbia trasformato profondamente il modo di vivere delle persone. Emerge dall'Investor Watch di Ubs. Stando alla ricerca, che ha coinvolto oltre 3.750 investitori in 15 mercati a livello mondiale, gli investitori stanno già pensando di rivedere il proprio stile di vita in seguito alla pandemia: sette su dieci in futuro ridurranno viaggi e spostamenti verso i luoghi di lavoro, la metà ha intenzione di stabilirsi in prossimità della famiglia, il 46% potrebbe rinunciare a vivere in città, optando per delle zone meno popolate e per l’88% la massima priorità è il mantenersi in buona salute.

Non solo. Il 67% degli investitori sostiene che la pandemia abbia inciso sulla percezione della propria situazione finanziaria:

  • Il 56% teme di non aver sufficienti risparmi nel caso in cui si verificasse un’altra pandemia
  • Il 58% si preoccupa di dover lavorare più a lungo per compensare minori introiti contributivi pensionistici
  • Il 60% teme di diventare un peso economico per la famiglia, in caso di malattia
  • Il 54% si preoccupa di non lasciare sufficienti risorse finanziarie per le generazioni future

Nel complesso, l’83% desidera ricevere più assistenza del solito da parte del consulente finanziario di riferimento, in termini di gestione patrimoniale durante la pandemia.

Millennial i più colpiti

Da un punto di vista generazionale, gli investitori millennial intervistati erano più propensi ad affermare di aver subito ripercussioni economiche a causa della pandemia e più preoccupati per la loro situazione finanziaria rispetto alle generazioni precedenti. Il 73% di loro ha infatti dichiarato di aver sofferto un impatto sul versante finanziario a causa della pandemia. Il 74% sostiene che quest’ultima ha inciso sulla percezione della loro situazione finanziaria. Inoltre, i millennial temono di dover lavorare più a lungo per compensare minori introiti, di non avere sufficienti risparmi e di perdere il lavoro nel contesto attuale. Gli stessi rivelano di essere sensibili anche al tema dell’impatto sociale generato dai loro investimenti. Circa un terzo ha aumentato il sostegno economico a familiari e amici, mentre il 69% si definisce interessato agli investimenti sostenibili. Infine il 60% si dichiara incline alla filantropia a seguito del Covid19.

Tendenza "sociale" in Europa

 Da una prospettiva regionale, gli investitori dell’America Latina risultano i più propensi nel prefigurare un mondo che cambia in modo permanente a seguito del Covid19, seguiti dagli investitori statunitensi. Guardando all'Europa, l’impatto della pandemia sugli investitori è stato essenzialmente in linea rispetto alla media globale. L’unico dato in controtendenza risulta essere collegato al loro orientamento a favore degli investimenti a impatto sociale. Il 42% dei millennial europei ha, infatti, aumentato il proprio sostegno economico a familiari e amici, a fronte del 34% degli omologhi su scala globale. Più ottimisti gli svizzeri:solamente il 56% intravede un mutamento permanente del proprio stile di vita, rispetto a una media globale del 75%; il 68% sostiene che continueranno i timori legati agli effetti della pandemia, a fronte di una media globale pari all’81%. Infine, solo l’11% afferma di essere stato notevolmente penalizzato sul versante finanziario.