Tempi ancora duri per la Zucchi, che ha archiviato i primi mesi del 2014 con un rosso da 8,9 milioni di euro. Le perdite della società, partecipata al 56% dal portiere della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon, hanno di nuovo superato un terzo del capitale e ora l’azienda si ritrova nella situazione disciplinata dall'articolo 2446 del codice civile, la riduzione del capitale dovuta alle perdite.
Per avviare un nuovo piano finanziario la Zucchi ha bisogno del via libera delle banche finanziatrici: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banca di Legnano (Bpm), Banca Popolare di Bergamo (Ubi), Banco Popolare e Bnl (Bnp Paribas), con cui già nel marzo del 2013 era stato siglato un accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare. Tra l'altro, proprio a seguito della conversione di prestiti in azioni, Bpm, Intesa e Unicredit risultano già socie del gruppo Zucchi con quote rispettivamente del 2,52%, 3,47% e 4,73 per cento. La Zucchi, come riportato dal quotidiano la Repubblica , ha richiesto alle banche "una moratoria per il mantenimento delle linee di credito", "il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee accordate" nonché "l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'accordo di ristrutturazione". "Informalmente – si aggiunge nell'ultima trimestrale della Zucchi - le banche finanziatrici hanno manifestato la disponibilità a valutare la richiesta che dovrà essere sottoposta ai competenti organi deliberanti di ciascuna banca, con ogni più ampia facoltà e autonomia in merito alla decisione definitiva".
In Borsa le azioni Zucchi sono di gran lunga lontane dai massimi annui di 0,145 euro toccati a metà gennaio. Sulla base delle quotazioni di oggi, il 56% di Zucchi in mano a Buffon vale poco più di 14 milioni (dai 42,3 di inizio anno). Meno dei 18 milioni che il calciatore ha dovuto sborsare con l'aumento di capitale dello scorso anno.