Cambio importante ai vertici di Unicredit: Federico Ghizzoni si è detto disponibile a lasciare l’incarico di Ceo della grande banca. La notizia non arriva inaspettata, visto che l’abbandono è frutto di una decisione maturata nel tempo; si apriranno dunque le pratiche di successione, guidate dal Presidente Giuseppe Vita: si punta a trovare un nome nuovo in breve tempo. Una volta stabilito chi ricoprirà l’incarico, le dimissioni di Ghizzoni verranno formalizzate; fino ad allora, l’Amministratore delegato uscente manterrà tutte le deleghe operative.

LA RIUNIONE. La notizia arriva pochi giorni dopo la riunione ristretta tenutasi proprio nell’ufficio del Ceo uscente, dove alcuni soci di maggioranza si erano riuniti per far presente l’esigenza di un cambio ai vertici (anche a causa del calo importante subito dai titoli di Unicredit in Borsa, dimezzatisi nell’ultimo anno). Così è stato interpellato in via straordinaria il Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito, nel quale ambito sono state formalmente presentate le rimostranze dei soci: nella giornata di martedì 24 maggio la riunione si è conclusa con l’accordo tra i presenti che, secondo una nota di Unicredit, «hanno constatato che sono maturate le condizioni per un avvicendamento al vertice del gruppo».

LA RICERCA DEL SUCCESSORE. Federico Ghizzoni, dunque, si è detto pronto a lasciare; da concordare la buonuscita che, si stima, potrebbe attestarsi sui 10 milioni di euro, con ringraziamenti da parte dell’amministrazione di Unicredit per «per l’alta qualità del lavoro svolto nell’interesse del Gruppo UniCredit , degli azionisti e dei dipendenti». Nel contempo comincerà la ricerca di un nuovo Ceo, che spetterà a un head hunter scelto dal Comitato governance e nomine, presieduto da Luca Cordero di Montezemolo; decisioni in tal senso verranno probabilmente prese durante la prossima riunione, fissata per il primo giugno, che verrà seguita da un nuovo incontro del Cda il 9 giugno. Come detto, la scelta di un candidato in grado di sostituire Ghizzoni spetterà a una società di cacciatori di teste (probabilmente Egon Zehnder o Korn Ferry ); tra i nomi papabili in circolazione vi sono quelli di Marco Morelli, (vice presidente di Bofa-Merrill Lynch e Jean-Pierre Moustier ), Alberto Nagel (Mediobanca ), Carlo Cimbri (UnipolSai ) e Bruno Ermotti (Ubs )

ANCHE IL PRESIDENTE A RISCHIO?. Non è detto che la rivoluzione ai piani alti di Unicredit si limiterà alla figura del Ceo: si teme anche per il ruolo di presidente, che potrebbe essere sottratto a Giuseppe Vita. È pur vero che la scelta dipenderà dalla più o meno efficace gestione delle dimissioni di Ghizzoni; eppure circola già un nome alternativo: è quello di Lucrezia Reichlin, che in Unicredit ricopre il ruolo di rappresentante dei fondi. Ma anche Ghizzoni stesso potrebbe rappresentare una buona alternativa, dato che l’ipotesi di un passaggio del manager alla presidenza era già stato ventilato in passato; tuttavia, tale soluzione sembra improbabile, almeno secondo alcune fonti vicine all’ad.