vertice Ue © European Union, 2011

Il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e il capo della Commissione Josè Manuel Barroso (sinistra)

La presidenza del Consiglio europeo minimizza: non si tratta di una riunione straordinaria e non si parlerà dell’Italia. Ma l’agenda dell’incontro tra i vertici dell’Unione resta riservata. All’incontro di oggi saranno presenti il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, il capo della Commissione Barroso, il presidente della Bce Trichet, il coordinarore dei ministri finanziari dei Paesi dell'Euro Junker e il commissario europeo agli affari monetari Rehn; fonti confidenziali, citate dall'agenzia Reuters , confermano che i cinque parleranno del nostro Paese. Un argomento inevitabile, almeno dopo il violento attacco al debito pubblico italiano e alle nostre banche di venerdì 8 luglio: i mercati finanziari – che non sembrano credere alla manovra varata da Tremonti, soprattutto per quanto riguarda i tagli del 2013 e 2014 – hanno preso di mira Piazza Affari e i titoli di Stato portando 'spread' decennale a un nuovo record, quasi 250 punti base.
E così la speculazione ha preso di mira l’Italia: il primo pesce grosso abbordabile dopo i Paesi periferici e dall’Ue sanno che se si sgretola la credibilità del debito pubblico della terza economia dell'Euro, la Moneta unica rischia seriamente di saltare.
Intanto la Consob ha delineato le prime contromisure: non saranno bloccate le vendite allo scoperto come inizialmente annunciato perché poco efficaci se limitate a un solo Paese. Tuttavia le posizioni ribassiste rilevanti dovranno essere comunicate alla Commissione di vigilanza della Borsa, a partire da oggi e fino al 9 settembre; un provvedimento in discussione in sede Ue e che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2012. Di fatto la mossa della Consob ne rafforza i poteri eliminando un disallineamento normativo in essere soprattutto in confronto con la Germania.
Vietare le vendite allo scoperto – ovvero la possibilità di operare e guadagnare su azioni che ancora non si posseggono – non avrebbe poi impedito le vendite sulle società bersaglio in altri mercati, in particolare sulla piazza londinese. Nella sostanza il provvedimento adottato, spiega nella nota la Commissione, “rafforza i poteri di vigilanza della Consob nell'attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell'andamento delle quotazioni. In particolare, dovranno essere rese note alla Consob le posizioni nette corte relative ai titoli azionari delle società quotate in Italia, quando superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo di comunicazione scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell'emittente. Successivamente l'obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale”.