Trecento miliardi in più. La capacità del Fondo permanente salva-Stati (Esm), attivo da luglio 2012, sarà di 800 miliardidi euro e non di 500 miliardi. È quanto stabilito dai ministri delle Finanze della zona Euro che hanno raggiunto un’intesa per uno strumento che dovrebbe rappresentare una soluzione “duratura” alla crisi e che, come sottolineato dal commissario Ue agli affari economici Olli Rehn, “spiana la strada alle decisioni del G20”. Sì, perché ora bisognerà convincere i partner del internazionali del G20 che dovranno stabilire se lo sforzo fatto da Paesi europei è sufficiente o meno a sbloccare la loro nuova disponibilità per la zona Euro. Il nuovo salva-Stati sarà così composto: 500 miliardi, la dotazione del fondo permanente Esm, a cui vengono aggiunti 200 miliardi del fondo temporaneo Efsf già impegnati per Grecia, Irlanda e Portogallo, e 100 miliardi del fondo di stabilità Ue, pure già impiegati in prestiti. L'unica vera novità è l'anticipo del versamento delle quote nazionali nell’Esm, per anticipare il processo che lo porterà a quota 800 miliardi.