Standard & Poor’s © Getty Images

Agli occhi dell’agenzia di rating americana Standard & Poor’s l’Italia è meno affidabile e i suoi titoli emessi sul mercato finanziario sono a pochi passi dal livello junk (“spazzatura”). A metà settimana, con tempi sospetti per il ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, arriva un declassamento per il nostro Paese, che per S&P passa da BBB+ a BBB e con outlook negativo, ovvero c’è una possibilità su tre che, entro il 2014, arrivi un nuovo downgrade.
I motivi? L’agenzia di rating newyorkese vede al ribasso le prospettive economiche dell’Italia. Se il Fondo monetario internazionale stima per l’Italia una crescita pari al -1,8% per il 2013, Standard & Poor’s prevede per l’Italia una contrazione economica dell’1,9% con il debito al 129%. Inoltre per l’agenzia gli obiettivi di bilancio per quest’anno sono a rischio; la ragione va ricercata nel differente approccio presente nella coalizione di governo sui modi con cui coprire un disavanzo, frutto – secondo S&P – della sospensione dell’Imu e del possibile ritardo del pianificato aumento dell’Iva.
“Siamo ancora un Paese sorvegliato speciale”, commenta il primo ministro Enrico Letta, mentre dal ministero del Tesoro si rispediscono al mittente le accuse, avvenute in modo inconsueto a metà settimana e alla vigilia di un’asta che si terrà proprio oggi. La scelta, dicono da Via XX settembre, è già stata superata dai fatti e non tiene conto delle misure più recenti prese dal governo; come il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione che, ammette invece l’agenzia di rating, potrebbero sì contribuire a una ripresa degli investimenti ma saranno attuati attraverso un finanziamento sul mercato, andando cos’ì ad aggiungersi al debito.

L'analisi di Standard & Poor’s sull'Italia

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE - WORLD ECONOMIC OUTLOOK
Previsioni di crescita 2013 2014
Germania 0,3% 1,3%
Francia -0,8% 0,8%
ITALIA -1,8% 0,7%
Spagna -1,6% 0%