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La più grande acquisizione mai realizzata da Facebook. Il social network del fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg ha annunciato l’acquisizione, per la cifra record di un miliardo di dollari, di Instagram, popolare applicazione di condivisione di foto da 30 milioni di utenti registrati.
A differenza delle precedenti acquisizione Instagram resterà indipendente e non sarà integrata sul sito di Facebook. “Riteniamo che il fatto che Instagram sia connessa con altri servizi al di là di Facebook sia importante – ha dichiarato Zuckerberg – manterremo la possibilità di non condividere le foto Instagrams su Facebook e la possibilità di postarle su altri social network”.
Ma spendere un miliardo di euro per una società nata appena 15 mesi fa e con solo 13 dipendenti (e un fatturato di gran lunga inferiore all’operazione) può essere giudicato un buon affare per un’azienda prossima alla quotazione a Wall Street? La domanda se la fanno in molti. Lo stesso quotidiano finanziario Wall Street Journal teme una nuova bolla tecnologica. Instagram, popolare applicazione per i sistemi operativi Apple e da poco anche su Android, solo 12 mesi fa era stata valutata 25 milioni di dollari e lo scorso marzo era arrivata alla cifra record di 500 milioni con l’ingresso nel capitale di Sequoia Capital. Poi la super offerta di Facebook. La forza dell’applicazione sta nei flussi che genera (un miliardo di foto caricate in 15 mesi), ma che – come spiega anche Massimo Sideri sul Corriere della Sera – non sono direttamente monetizzabili. “Ma cio che interessa a Zuckerberg è che le 5 milioni di foto caricate ogni giorno producono 575 ‘likes’ e 81 commenti al secondo su Facebook. È una guerra di traffico e flussi. Chi ne controlla di più vince”.