Panico nelle Borse cinesi

Non bastavano i guai greci, ora ci si mette anche la bolla cinese. Esplode la bolla della Borsa asiatica che, dopo i massimi raggiunti il 12 giugno scorso (+150% in un anno), continua la sua implosione: -35% in un mese fino al dramma di oggi con il 71% dei titoli sospesi per eccesso di ribasso. Si parla già di una crisi simile a quella del '29, mentre il Daily Telegraph definisce la questione di Shanghai il vero problema rispetto «pantomima greca: mentre gli occidentali si stanno concentrando sulla Grecia, una crisi finanziaria potenzialmente molto più significativa si sta sviluppando dall'altra parte del mondo».

Rimbalzano però le Borse occidentali, nonostante gli esiti non promettenti dell'Eurogruppo che ha dato cinque giorni alla Grecia per trovare un accordo: a Piazza Affari il Ftse Mib vola a +2,54%, trascinata in su in particolare dai bancari (Unicredit e Intesa Sanpaolo attorno al 3,5% di rialzo). Vola anche Saipem dopo lo shock di ieri (+4,4%). Wall Street apre invece in pesante perdita.