Declassamento per la Gran Bretagna: in seguito all’uscita dall’Unione europea, l’agenzia statunitense Standard & Poor’s (S&P) ha rivisto il rating assegnato al Paese, che passa da “AAA” a “AA”. Il downgrade della valutazione creditizia era comunque nell’aria: già a maggio, quando era stata confermata la tripla A, l’agenzia aveva deciso di mantenere l’outlook negativo proprio in vista del referendum sulla Brexit, dopodiché, all’indomani dell’esito della consultazione popolare, ha subito dichiarato il probabile declassamento. «Pensiamo che il rating AAA sia insostenibile, date le circostanze», spiega Moritz Kraemer, Chief Rating Officer di S&P. «Il declassamento riflette i rischi di un marcato deterioramento delle condizioni di finanziamento esterne».

I MOTIVI DEL DOWNGRADE. A spingere Standard & Poor’s ad abbassare il rating ad AA sarebbe prima di tutto il timore che, con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, molte società finanziarie straniere finiscano per privilegiare altri Paesi per i propri investimenti. Lo stesso ruolo della sterlina potrebbe diminuire come valuta di riserva a livello mondiale. Inoltre il voto europeista di Scozia e Irlanda del Nord creerebbe delle «incognite costituzionali». L’agenzia di rating prevede infine un rallentamento dell’economia inglese: la stima per il 2016/2017 è una crescita media del Pil pari al +1,1% annuo.