Roberto Cavalli con l'ex moglie e collaboratrice Eva Duringer a una sfilata del marchio Just Cavalli © Getty Images

Roberto Cavalli è salva: è arrivato l'accordo per la ristrutturazione dell'azienda. Dai 200 esuberi attesi, soprattutto in Italia, si è scesi a quota 89, compresi i dipendenti della stamperia che d'ora in poi sarà un'attività esternalizzata (25 persone). Confermata la chiusura della sede di Milano, con la concentrazione di tutte le attività a Osmannoro (Sesto Fiorentino). Saranno 50 le persone che lasceranno lo stabilimento di Firenze (ne erano previsti 77), di cui 15 in modo volontario. «Siamo molto soddisfatti di questo accordo, che è propedeutico al rilancio dell’azienda su cui stiamo lavorando con impegno e dedizione. Sono soddisfatto in particolare per il senso di responsabilità che le diverse parti hanno dimostrato e che ci fa ben sperare per il futuro», ha dichiarato Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato della maison. «Abbiamo ottenuto una significativa riduzione degli esuberi e un incentivo all’esodo superiore alla scorsa mobilità», afferma Bernardo Marasco (Filctem-Cgil Firenze), chiedendo «uno sforzo nel prossimo futuro perché il lavoro presso i contoterzisti, sia della stamperia sia degli altri settori, sia il più possibile localizzato sul territorio e permetta il maggior numero possibile di ricollocazioni tra gli esuberi di Cavalli». Ancora non si sa se verrà mantenuta la prevista la chiusura di una serie di negozi, tra i quali anche Firenze, oltre a Vienna e Venezia, mentre di altri era prevista la «riallocazione».

Il primo passo della ristrutturazione della Roberto Cavalli era stato l'addio a Peter Dundas, lo stilista che aveva sostituito il fondatore, e l’affidamento della parte creativa a un team interno: «Come ho dichiarato al momento dell’annuncio della riorganizzazione», ha ribadito Ferraris, «sono convinto che Cavalli abbia in sé quanto necessario per ripartire. Con il contributo di azionisti, dipendenti e management, nonché di tutti gli stakeholder esterni, auspichiamo di raggiungere velocemente i nostri obiettivi». Dall’inizio del 2015 la maison fa capo al fondo Clessidra.