Un bond da 350 milioni di euro, che dovrebbe vedere la luce alla fine del mese, sarà emesso dalla Rai. Lo ha deciso il cda di viale Mazzini a votazione unanime. Un esordio per la tv pubblica italiana che per la prima volta utilizza uno strumento obbligazionario rivolto, come si spiega in una nota dell’azienda, agli investitori istituzionali con l’obiettivo di «trovare fondi a lungo termine per investire anche nell’ammodernamento del patrimonio immobiliare della Rai», ha spiegato il dg Luigi Gubitosi.

Ed è subito polemica a livello politico perché l’emissione dei bond permetterebbe all’azienda di agginare il tetto degli stipendi dei dirigenti, fissato a 240m ila euro, come ha fatto notare il deputato pd Michele Anzaldi: «È scandaloso e di cattivo gusto in questo momento molto difficile per il Paese che la Rai non abbia trovato un minuto per rassicurare gli italiani, precisando che il tetto agli stipendi non sarà aggirato. Il silenzio mi fa temere che la nostra preoccupazione sia fondata». Gli fa eco l’esponente leghista Davide Caparini che ha chiesto all’azienda di «fare chiarezza» trovando sospetta la rincorsa delle società pubbliche all’emissione di obbligazioni.

Intanto sono state fissate settimana le audizioni dei vertici di Viale Mazzini (il 13 maggio toccherà alla presidente Tarantola, il 19 a Gubitosi) e delle sigle sindacali in merito alla riforma della Rai.