Ci può stare una semplice battuta d’arresto in giorni in cui c’è incertezza all’indomani dalle elezioni politiche in Grecia e le conseguenti negoziazioni sul debito di Atene in scadenza con l’Europa. Anche per questo motivo Piazza Affari, appesantita da una giornata non positiva per il settore bancario, chiude in negativo: l’Ftse Mib segna un calo dello 0,81%, mentre l’All Share cede lo 0,73%. Gli altri mercati: Atene e Madrid in calo rispettivamente del 9,24% e dell'1,78%, performano meglio Londra, Parigi e Francoforte.

Le perdite maggiori sono di Mps, che cede il 5% nel primo giorno in cui è di nuovo possibile procedere a vendite allo scoperto dopo il divieto Consob prorogato lo scorso novembre fino a ieri. Tra i titoli bancari in calo anche UniCredit (-3,2%), Ubi Banca (-3%) e Banca Pop Emilia Romagna (-2,4%); male anche Stmicroelectronics (-3%).
A Piazza Affari guida i rialzi Finmeccanica (+2,4%) dopo la diffusione del piano industriale e la revisione al rialzo della guidance 2014, risultati positivi anche per Tod’s, Prysmian, Mediolanum e Moncler.

Sul fronte valutario, l'euro ha chiuso sulle posizioni di ieri a 1,1335 dollari (1,1341 ieri). Petrolio in ribasso dell'1,86% a 45,36 dollari al barile dopo scorte settimanali record negli Usa.