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Il capo dello Stato greco, Karolos Papoulias, prova a stemperare la tensione: non c’è panico. Ma di paura per le ripercussioni economiche che l’uscita di Atene dall’Unione europea potrebbe avere sulla popolazione, ce n’è. Da lunedì mattina sarebbero 700 i milioni di euro ritirati dai cittadini greci dagli sportelli delle proprie banche, una cifra confermata lo scorso lunedì dal governatore della Banca centrale, Giorgos Provopoulos, ma che potrebbe aver già raggiunto una cifra vicina al miliardo di euro (l’agenzia tedesca Dpa parla già di 900 milioni).
I banchieri al momento precisano che non c’è stato nessun assalto alle banche e probabilmente non ci sarà anche se potrebbero esserci problemi di liquidità causati da forti prelievi in pochi giorni. Secondo i dati della Banca Centrale, aziende e privati cittadini a fine marzo possedevano 165 miliardi di euro depositati negli istituti di credito ellenici, ovvero quanto era rimasto dopo che avevano prelevato dai loro conti 72 miliardi a partire dal gennaio 2010.
“Vogliamo la Grecia nell’Euro”. Intanto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha sottolineato come la Bce speri ancora in una Grecia all’interno dell’Unione europea. “Ma non spetta a noi deciderlo”, ha precisato Draghi; un punto di vista condiviso anche dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso: “Noi vogliamo che la Grecia resti nella nostra famiglia, nell'Ue e nell'euro, la Commissione sta lavorando instancabilmente a questo scopo, ma la decisione finale di restare nell'eurozona deve arrivare dalla Grecia. Non è possibile cambiare gli impegni che sono stati presi dagli altri 16 Paesi membri – ha aggiunto – tra cui molte decisioni prese dai Parlamenti di quei Paesi. È molto importante che il popolo greco sappia bene questo”. Inoltre Barroso ha avvertito che “se il messaggio adesso fosse che non rispettiamo i nostri impegni, la situazione in Grecia è quell'area euro in generale non migliorerebbe”.