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Lactalis non ci sta. A 24 ore dalla decisione del governo di varare un decreto legge contro le scalate straniere nei settori 'strategicamente rilevanti’ per la filiera produttiva italiana, Antonio Sala deputy general manager del gruppo francese e presidente di Lactalis Italia, sottolinea la bontà dell’operazione e si lascia scappare qualche nota polemica. “Parmalat la facoltà di attendere 180 giorni per approvare il bilancio ce l'ha nello statuto e non l'ha utilizzata – spiega Sala in un’intervista all’agenzia Ansa – Noi abbiamo fatto un investimento rilevante e l'abbiamo fatto rispettando tutte le regole. Pensiamo che non si possano cambiare le regole del gioco in corsa”. Per il manager Lactalis non ha nessuna finalità speculativa e punta a sviluppare un progetto nel lungo periodo. “Da italiano faccio fatica a capire la preoccupazione nei confronti di un investitore industriale che ha già dimostrato di avere a cuore, anche, in Italia le attività dell'intera filiera agro-alimentare” riferendosi alla crescita del marchio Galbani, acquistato in precedenza da Lactalis. “L'azienda è rimasta italiana e dà lavoro a oltre 3300 persone – aggiunge - Non sono state fatte delocalizzazioni, gli investimenti industriali sono aumentati del 50%. Inoltre, una serie di produzioni che prima Galbani aveva affidato a terzi sono state riportate qui. Questo significa tutelare il valore dell'italianità, prodotti, posti di lavoro, valorizzare la filiera, rispettare il territorio e far lavorare le economie locali”. E per la materia prima, il latte, quale sarà la politica del gruppo francese? Continuerà a servirsi di latte italiano o si rifornirà in Francia dove costa meno? “La gestione della raccolta del latte è uno dei punti di forza del gruppo Lactalis – afferma Sala – così come il rispetto dei produttori locali ovunque operi. Galbani acquistava il 40% del proprio fabbisogno di latte in Italia, dopo l'acquisizione nel 2006 da parte del gruppo Lactalis la società ha aumentato la quota di latte italiano al 60%. Oggi il mix d'acquisto di Lactalis Italia è addirittura più italiano di quello di Parmalat”.
E sul possibile interesse di Ferrero e di altri imprenditori guidati da Intesa SanPaolo per costituire una cordata tutta italiana per Parmalat, Lactalis è pronta ad aprire una trattativa. “Siamo disponibili, come abbiamo dichiarato sin dall'inizio a condividere il nostro progetto con altri investitori che come noi siano intenzionati a portare il brand e i prodotti Parmalat in tutto il mondo – conclude il presidente di Lactalis Italia – Siamo un gruppo aperto e sarebbe sciocco non valutare progetti interessanti”.