Come nascono i numeri di una carta di credito e qual è la loro funzione

In genere sono sedici e la loro successione è difficile da imparare, ma non serve. Sono i numeri di una carta di credito, un oggetto sottile e leggero che maneggiamo quasi tutti i giorni senza conoscerlo davvero a fondo. In molti andremmo nel pallone, infatti, se ci venisse chiesto di spiegare com’è fatta una carta, quali informazioni contenga e a cosa servano i numeri sulla parte frontale e quelli sul retro.

I numeri delle carte di credito: che cos’è il PAN

La parte frontale della carta, detta più propriamente “recto” (cioè dritto) è quella che contiene il maggior numero di informazioni. In alto a sinistra c’è il nome dell’istituto che l’ha emessa, subito sotto c’è un chip Emv (Europay, Mastercard e Visa) e sul lato opposto, alla stessa altezza, un ologramma col simbolo della banca. Ancora più sotto c’è una stringa numerica stampata a rilievo, quella che identifica in maniera certissima il titolare del conto al quale si appoggia la stessa carta. È il cosiddetto Pan, acronimo che sta per Payment Account Numbers.

Si tratta di una identificazione progressiva e non casuale: non è che quei numeri sono generati automaticamente e assegnati al titolare della carta. In genere, la stringa contiene 16 numeri ma è più corretto dire che si possono trovare carte con una sequenza identificativa con più o meno cifre, mai comunque meno di 13 e mai più di 19. Le carte Visa e Mastercard hanno 16 cifre, le Diners 14, quelle American Express 15. Questo in linea di massima. Visa, per esempio, dall’anno scorso ha cominciato a emettere carte con un PAN di 19 cifre. Dal febbraio di quest’anno possono arrivare a 19 anche quelli delle carte Diners e Discover.

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Come si forma un Payment Account Number

Il primo numero della sequenza è quello che identifica il circuito. Le carte Diners e American Express avranno Pan che cominciano con un 3, mentre è il 4 ad aprire la sequenza numerica di un Pan di una carta Visa, il 5 per una carta Mastercard e il 6 per una carta Discover. Anche qui, vale quanto detto sopra: non si tratta di una legge ferrea e le cose possono cambiare. Mastercard, per esempio, ha di recente inaugurato sequenza numeriche che iniziano con un 2.

Seguono poi i numeri, dalla seconda alla sesta cifra che sono il codice identificativo della banca, detto anche Bin (Bank Identification Number) e infine i numeri che identificano il conto dell’utente. In basso, Sempre sul recto della carta, si trovano la data di scadenza e il nome del proprietario, a sinistra, e il logo del circuito di pagamento, a destra.

Sul retro, invece, troviamo una banda magnetica e, subito sotto, un’altra banda, all’interno della quale si trova la firma del titolare e una sequenza numerica, le cui ultime cifre sono il cosiddetto Cvv (Card Verification Value). Quello delle carte Mastercard e Visa è di tre cifre, mentre quello delle carte American Express e Discover è composto da quattro cifre, si trova sulla parte frontale della carta ed è detto Cid (Card Identification Code). Si tratta, in ogni caso, di un numero di sicurezza che non compare nelle transazioni e pertanto è noto solo al titolare.

Quasi nessuno di noi ricorda il Pan, a fatica forse ricordiamo il Cvv. In realtà, quello che ci interessa di più è il Pin (Personal Identification NUmber), questo sì assegnato a caso e senza alcuna relazione con i dati del titolare o del conto di riferimento. Ma questa è un’altra storia.