Pier Silvio Berlusconi, vice presidente e a.d. di Mediaset © Getty Images

Crepe nell’alleanza Mediaset-Vivendi. La società di Cologno Monzese ha parlato di crisi per la partnership con il gruppo di Vincent Bolloré: «Vivendi, confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, propone di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile». La comunicazione della proposta di uno schema alternativo all’operazione («una novità assoluta e non concordata») annunciata l’8 aprile è arrivata a Mediaset ieri, lunedì 25 luglio. Il nuovo schema, si legge nella nota Mediaset, «muta la valenza industriale alla base dell’accordo per incidere significativamente sullʼassetto del capitale di Mediaset». L’accordo iniziale prevedeva che ognuna delle due capogruppo (Vivendi e R.t.i.) avesse una partecipazione nell’altra pari al 3,5% e che a Vivendi andasse il 100% del capitale sociale di Mediaset Premium (R.t.i. riceverà il 2,96% del capitale sociale di Vivendi).

«La lettera di Vivendi elude un riscontro puntuale a un’intimazione rivoltale da Mediaset ad adempiere ai propri obblighi contrattuali – finora inadempiuti – in primo luogo quello di notificare tempestivamente l’acquisto del controllo di Mediaset Premium alla Commissione antitrust della Ue». L’a.d. di Vivendi ha inoltre comunicato verbalmente che «non intende onorare il contratto stipulato». Il 28 luglio, giorno dell’approvazione della relazione semestrale, il Cda prenderà posizione sulla proposta «e sulla gravissima comunicazione dell’amministratore delegato di Vivendi. Mediaset è fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede».