John Elkann e Sergio Marchionne © GettyImages

Da sinistra John Elkann e Sergio Marchionne, rispettivamente presidente e ad del gruppo Fiat

Continua la scalata del gruppo Fiat in Chrysler. Da Detroit, dove è in scena il North American International Auto Show (apertura dedicata alla stampa) l’ad del Lingotto annuncia l’acquisto di un altro 5% da parte di Fiat che ora controlla 25% della casa automobilistica americana. Marchionne ha spiegato che è stata adempiuta la prima condizione per l'aumento della quota, quella relativa alla certificazione del primo motore con tecnologia Fiat per l'uso in America. “La possibilità di salire entro quest'anno al 51% c'è”, ha aggiunto Marchionne.”Come descritto nell'accordo operativo del 10 giugno 2009, Chrysler Group ha emesso una lettera d' impegno irrevocabile nei confronti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti con la quale la società dichiara di aver ricevuto le necessarie autorizzazioni regolamentari e che inizierà la produzione commerciale del motore Fire (Fully Integrated Robotized Engine) nel suo stabilimento di Dundee (Michigan, Usa). Di conseguenza - si legge nella nota - la quota di partecipazione di Fiat è automaticamente aumentata come previsto nell'accordo operativo”. Con l'aumento del peso del Lingotto, l'azionariato della casa di Detroit vede i sindacati americani Uaw Veba detenere il 63,5% del capitale, il Tesoro Usa il 9,2% e il governo canadese il 2,3%.

La scalata di Fiat
Fiat - ricorda il comunicato - potrà ulteriormente aumentare la propria quota in Chrysler sino al 35%, in tranche del 5%, attraverso il raggiungimento di due ulteriori 'performance events'. Il primo evento si riferisce all'aumento dei ricavi e delle vendite al di fuori dell'area Nafta. Il secondo riguarda la produzione commerciale negli Stati Uniti di una autovettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Intanto la prima applicazione sul mercato nord americano del motore 1.4 Fire con tecnologia MultiAir sarà sulla nuova Fiat 500, la cui distribuzione da parte di Chrysler Group inizierà a breve attraverso i nuovi concessionari.

L'Alfa Romeo made in Usa
L’amministratore delegato di Fiat ha segnato anche una data per l’ingresso di Alfa Romeo nel mercato statunitense. “L’Alfa sbarcherà negli Usa probabilmente nel 2012” detto Marchionne che ha invitato a “lasciare stare i dettagli. La Giulia è in effetti la vettura più idonea perché realizzata su piattaforma americana, ma il nostro obiettivo è di portare tutta la gamma Alfa in America, inclusa la macchina che dovrebbe essere prodotta a Mirafiori.

John Elkann, “Ci teniamo stretto tutto”
E parlando di Alfa torna in mente l’interesse di Volkswagen nei confronti del marchio Fiat. Ma su questa trattativa e su altre cessioni da Detroit il presidente del Gruppo Fiat, John Elkann, è stato chiaro: “ci teniamo stretto tutto. Anche se ci offrono un sacco di soldi”.