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Il fondatore di LinkedIn Reid Hoffman

Lo scorso anno ha fatturato 243 milioni di dollari per 15,4 milioni di utile, quest’anno nel primo trimestre ha raddoppiato i ricavi (94 milioni rispetto ai 45 del 2010) e registrato 2 milioni di utile, ma il management non ho garantito che a fine anno si raggiunga la piena profittabilità. Cifre importanti, ma non certo astronomiche per LinkedIn che si prepara all’ingresso in Borsa, il primo social network a fare il debutto al New York Stock Exchange (Nyse) di Wall Street. Eppure l’attesa è tanta e le aspettative sulla piattaforma fondata da Reid Hoffman sono da record. Era dal 2004, ai tempi del collocamento di Google, che la Borsa americana non mostrata tanto entusiasmo per una società della Silicon Valley. Alla vigilia del debutto il titolo è stato rialzato del 30% rispetto alla stima – già elevata – della scorsa settimana: il management di LinkedIn ha ritoccato al rialzo per ben due volte il prezzo del titolo passando dai 32-35 dollari per azione indicati a inizio mese ai 42-45 dollari delle ultime 48 ore. Ieri, dopo la chiusura di Wall Street, la Borsa ha indicato il prezzo: 45 dollari per azione e una raccolta complessiva di 352,8 milioni di dollari. Una valutazione simile porta LinkedIn, piattaforma con 100 milioni di utenti in oltre 200 Paesi, a essere valutata oltre 4,2 miliardi di dollari. Non male considerando anche gli ultimi dati di bilancio.
Tra gli analisti, però, serpeggia il timore di un’altra bolla tecnologica. Il rischio c’è anche considerando il fenomeno Renren, social network cinese ‘stile Facebook’, che la scorsa settimana ha fatto il suo ingresso a Wall Street con una valutazione pari a 5,5 miliardi di dollari ( 72 volte i ricavi del 2010). Dopo il balzo da 14 a 22 dollari per azione (+57%), il titolo è tornato ai livelli con una perdita di decine di milioni di dollari. Ora tocca a LinkedIn fare il salto di qualità. Molto valutano questo particolare social network diversamente da una piattaforma come Facebook che basa il suo business sulla raccolta pubblicitaria: il 70% del fatturato di LinkedIn proviene dagli abbonamenti premium degli utenti e solo il 30% dalla pubblicità.

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