Mario Draghi © GettyImages

Una frase ha avuto più effetto di una manovra miliardaria, abbassando in pochi minuti il tanto temuto spread italiano, indifferente invece a interventi come la spending review e la riforma del Lavoro. Certo, le parole sono quelle di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, l’uomo che in questo momento controlla le finanze dell’Unione; all’ex governatore della Banca d’Italia è bastata una sola frase per raffreddare l’ascesa dello spread italiano: la Bce “è pronta a fare tutto il necessario per salvare l’euro, nell'ambito del mandato affidato alla banca centrale”. In dieci minuti il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è passato da 520 a 480 punti (nel momento in cui scriviamo e sceso ulteriormente a 471); ‘pronti a tutto’, tre parole che, a differenza dello scudo anti spread annunciato dall’Unione (e non ancora approvato), hanno dato fiducia ai mercati finanziari dopo le preoccupazioni su un’uscita della Grecia dall’Unione e sulla crisi del debito italiana e spagnola.
“Pensiamo che l'euro sia irreversibile”,ha dichiarato Draghi, a Londra per la Global Investment Conference. “Nessun Paese uscirà dall’Eurozona”, ha aggiunto il presidente Bce sottolineando come la zona euro sia “molto più forte di quanto la gente ritenga”. Secondo Draghi "i progressi (dell’Europa, ndr ) negli ultimi sei mesi sono stati straordinari e, in particolare, l'ultimo summit è stato un vero successo perché i leader hanno detto che l'unica soluzione alla crisi è avere più Europa". I firewall (lo scudo anti speculazione), ha detto poi Draghi, "sono pronti a funzionare meglio che in passato", però è necessario uscirne dalla “frammentazione finanziaria", arrivare a una vera unione bancaria, finanziaria e fiscale, anche perché “il mercato interbancario tra i vari Paesi non sta funzionando al meglio".