Lorenzo Bini Smaghi © GettyImages

Si allenta la riserva della Francia per la nomina di Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea. Il passo risolutivo sarebbe stato del membro italiano del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, colui che, con l’arrivo di Draghi al posto di Jean-Claude Trichet, dovrebbe per consuetudine lasciare il posto a un manager francese. Secondo quanto riporta il sito Internet del quotidiano Le Monde , Bini Smaghi avrebbe assicurato al presidente della Ue, Herman Van Rompuy, e al presidente francese, Nicolas Sarkozy, che lascerà il posto in Bce “entro la fine dell'anno”.
Il quotidiano osserva che Van Rompuy “ha come ultima arma la possibilità di non firmare legalmente la nomina di Draghi finché Bini Smaghi non sarà riportato a casa a Roma da Silvio Berlusconi (oggi a colloqui con il presidente della Ue, ndr )”. Le pressioni francesi affinché Bini Smaghi lasci il suo posto nel comitato esecutivo della Bce è definito da Le Monde come “un metodo che contravviene gravemente all'indipendenza dei membri del direttorio della Bce”. Il quotidiano inoltre ricorda come sia la seconda volta che la Francia fa pressioni analoghe: nel 1988 Jacques Chirac infatti accettò la nomina dell'olandese Wim Duisemberg solo a condizione di un suo ritiro a metà mandato a favore del francese Jean Claude Trichet.

Cosa succede ora a Draghi. In giornata il Consiglio europeo dovrebbe confermare l'accordo politico sulla nomina; è probabile che la formalizzazione sarà rinviata alle prossime settimane, quando sarà scelta la formula della lettera condivisa che dovrà essere firmata da tutti e 27 gli Stati membri. C'e tempo fino al 30 ottobre, visto che l'insediamento del nuovo presidente è previsto per il primo novembre.