La Rinascente potrebbe diventare thailandese già nelle prossime settimane. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha infatti giudicato positivamente l’offerta di acquisto presentata dal fondo asiatico Central Retail Corp. L’offerta, che valorizza la società operativa di 250 milioni di euro complessivi fra equity (205 milioni) e debito (45 milioni), non solo è stata valutata congrua, ma addirittura superiore alla media di mercato. Il cda ha quindi convocato l’assemblea degli azionisti il prossimo 27 maggio per la delibera definitiva sull’operazione. Questione chiusa? Niente affatto. Il presidente del gruppo, Maurizio Borletti (proprietario del 4% dell’azienda) non solo si è astenuto dal votare la proposta thailandese, ma continua a opporsi. Secondo il manager, nipote dello storico fondatore dei grandi magazzini, vendere ora non è la soluzione migliore perché l’esecuzione del piano di sviluppo quinquennale previsto per Rinascente, potrebbe far acquistare maggiore valore alla società. Inoltre Borletti ritiene di essere «titolare di diritti di proprietà sulla Rinascente», una sorta di diritto di prelazione per il cui riconoscimento ha dato avvio alla procedura arbitrale amministrata dalla Camera Arbitrale di Milano. Il 9 giugno è stata fissata la prima udienza per discutere dell’istanza, ma potrebbe essere troppo tardi. Se, infatti, il 27 maggio i soci delibereranno a favore dell’offerta thailandese la cessione sarà comunque esecutiva.