People's Bank of China © Getty Images

La sede della Banca centrale cinese

Paragonato alla quota investita per comprare più della metà del debito pubblico degli Stati Uniti, quest’ultima operazione è davvero poca cosa. Ma quanto avvenuto ieri segna un’importante novità per lo Stato italiano: la Cina diventa un attore principale nel settore energetico italiano. Con un investimento intorno ai due miliardi di euro, la Banca centrale cinese (letteralmente la Banca del Popolo della Cina) è salita sopra il 2% del capitale di Eni ed Enel. Con questa operazione, annunciata dalla Consob, di fatto la Cina diventa, dopo lo Stato, il primo azionista delle due aziende italiane.

IL NUOVO AZIONARIATO. Eni, come riportano qui sotto i due grafici del Tg La7 , è della Cassa depositi e prestiti al 26,4%, del ministero dell’Economia per il 3,9% e ora della Banca centrale cinese per il 2,1%, mentre il restante 67,6% è del mercato. Più o meno è la stessa cosa per Enel. Qui, però, di azionisti forti ce ne sono due: il ministero dell’Economia al 31,2% e la Banca centrale cinese al 2,01%.