Jean-Claude Trichet © European Union, 2011

Jean-Claude Trichet

Come annunciato a inizio giugno, la Banca centrale europea ha deciso un aumento dei tassi di riferimento dall’1,25% all’1,5%. È la seconda stretta monetaria varata quest'anno dal Consiglio direttivo dopo quella decisa ad aprile scorso ed era ampiamente prevista dal mercato. La Bce ha aumentato anche il tasso marginale, dal 2% al 2,25% e quello sui depositi dallo 0,50% allo 0,75%. Quella di oggi, ha dichiarato il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, è stata una decisione “resa necessaria dai rischi in aumento per la stabilità dei prezzi”.
I nuovi tassi – sottolineano in una nota Federconsumatori e Adusbef – avranno una ricaduta su circa 2,3 milioni di famiglie che si sono affidate a un mutuo a tasso variabile. “Le rate dei mutui indicizzati – si legge in un nota dell’associazione Federconsumatori – subiranno una maggiorazione di 11 euro al mese (132 euro l'anno) per un mutuo decennale di 100 mila euro a tasso variabile, che passa dal 2,75 al 3,00 per cento, con il costo della rata mensile che passa da 954 a 965 euro”. Maggiori oneri anche per un mutuo di 100.000 euro di durata ventennale “che passa da 542 euro al mese a 554, con un aumento di 12 euro mensili (144 euro l'anno). Se poi la durata è trentennale, si passa da una rata di 408 a 421 euro mese (+ 156 euro l'anno)”. Ma ancora peggio, aggiungono le due organizzazioni, va ai mutuatari con prestiti da 200.000 euro a 10 anni a tasso variabili: “Le loro rate passano da 1.908 euro mensili a 1.930 (+22 euro al mese, +264 euro annui) nella migliore delle ipotesi”. Stangata ancora più dura per un mutuo trentennale di 200.000 euro, fanno sapere, “con la rata mensile che passa da 816 euro a 842 euro (+26 euro mensili, pari a + 312 euro l'anno)”. Inoltre, l'aumento dei tassi, sottolineano Federconsumatori e Adusbef “comporterà maggiori oneri per rinnovare lo stock dei titoli del debito pubblico. Dal 15 luglio a fine 2011, occorrerà rinnovare 130,202 miliardi di euro di titoli in scadenza», «con un aggravio di 325,5 milioni di euro di maggiori interessi per il 2011”.