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L’aria che arriva dal Nord Europa gela l’entusiasmo sulla recente intesa raggiunta a Bruxelles che, oltre a un piano per la crescita e alla ricapitalizzazione delle banche, prevede un meccanismo per stabilizzare e mercati e tassi di interesse dei Paesi virtuosi (il cosiddetto scudo anti-spread). La proposta presentata da Italia e Spagna, e fatta digerire alla Germania, non piace a Olanda e Finlandia che, secondo l’agenzia Reuters , hanno annunciato il proprio veto sugli acquisti di bond da parte del Fondo salva-Stati (l'attuale Efsf e il futuro Esm). Secondo il governo finlandese “nel vertice non si è raggiunto un consenso unanime sull'argomento e la Finlandia è fra gli Stati che si oppongono all'acquisto dei bond sul secondario”; gli olandesi hanno invece chiarito che si valuterà caso per caso, ma è comunque necessaria l'unanimità dei Paesi.
L’asse del Nord sembra aver galvanizzato anche la Germania che, stampa italiana ed estera, avevano bollato come la sconfitta del vertice europeo. Il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert ha precisato che nel vertice di Bruxelles “sono state prese decisioni importanti, concrete” aggiungendo anche che “i principi di base della politica tedesca per l'Europa sono stati mantenuti. Nessun aiuto senza vincoli. In vertici del genere una certa flessibilità è necessaria. Si è cercato di andare incontro ad alcuni partner che al momento devono pagare tassi alti sul mercato finanziario. Ma questo è accaduto sempre in modo che fossero mantenute le convinzioni di base”.