Carlo De Benedetti.

L’editoria italiana saluta la nascita di un nuovo big: il gruppo L’Espresso e La Stampa si fondano sotto il segno di Fca, che però cederà il controllo del quotidiano torinese (e le sue quote di Rcs) a Exor, società di investimenti della famiglia Agnelli, già azionista dell’inglese The Economist .

L’INTESA. Fiat Chrysler Automobiles ha firmato l’intesa tra la sua Itedi, cui fa capo La Stampa , e il Gruppo Editoriale L’Espresso, che comprende fra le altre testate anche La Repubblica , il quale resterà azionista di maggioranza con una quota del 43%; sarà invece pari al 5% la quota della nuova società detenuta da Exor. Fca sigla l’accordo tenendo ferma l’idea di dedicarsi in via preferenziale al comparto automobilistico. Se le autorità daranno il loro benestare, il colosso dell’editoria diventerà operativo nel 2017, quotandosi in Borsa.

IL NUOVO GRUPPO. Soddisfazione da entrambe le parti in causa; Carlo De Benedetti ha sottolineato come la missione editoriale del Gruppo L’Espresso esca dall’accordo come un impegno riconfermato e accresciuto, oltreché rafforzato in un contesto di mercato che fa presupporre un futuro non semplice e pieno di sfide; impegno che, come dichiarato dai portavoce di Cir, la holding dei De Benedetti che detiene le azioni dell’Espresso, ha il merito di «unire la forza di testate storiche e autorevoli quali La Repubblica , La Stampa , Il Secolo XIX e i numerosi giornali locali del Gruppo Espresso , che nel 2015 hanno raggiunto nel loro insieme circa 5,8 milioni di lettori e oltre 2,5 milioni di utenti unici giornalieri sui loro siti d'informazione». Il tutto assecondando una tendenza generale all’aggregazione che sta caratterizzando l’evolversi dell’editoria a livello nazionale e internazionale.

UNA SFIDA DA AFFRONTARE. Nemmeno John Elkann, nelle vesti di presidente di Itedi (Italiana Editrice SpA), ha mancato di esprimere il suo entusiasmo per l’accordo. «La società sarà leader nel settore dell'informazione in Italia, in grado di offrire la più ampia e completa gamma di contenuti e di servizi giornalistici, in forma cartacea e digitale»: la nuova realtà avrà un ruolo di prestigio nel panorama editoriale italiano, con la missione di adattarsi e stimolare i cambiamenti in atto nel settore garantendo però l’autorevolezza dei quotidiani, nell’interesse dell’indipendenza dell’informazione. Nella nuova società il gruppo di De Benedetti resterà l’azionista di maggioranza, mantenendo la governance sui contenuti delle testate. Cedere una parte della propria area di controllo in favore di Itedi ha significato investire sul futuro dell’Espresso e delle altre testate coinvolte: De Benedetti e i suoi si sono dichiarati «molto contenti dell’intesa con azionisti prestigiosi che conoscono il settore: con loro avviamo un lungo percorso nel quale condivideremo nuove idee e nuovi progetti per affrontare le sfide del settore. Nonostante le strutturali difficoltà dell’editoria, soprattutto in Italia, ho fiducia nelle prospettive del Gruppo».