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Educazione finanziaria: anche la Tv può fare la sua parte

Educazione finanziaria: anche la Tv può fare la sua parte Torna a Italiani finanza
Venerdì, 04 Maggio 2018

INTERVISTA A SERGIO CESARATTO, AUTORE DI­ SEI LEZIONI DI ECONOMIA ­(IMPRIMATUR)

Quali possono essere gli strumenti per ampliare le conoscenze economiche degli italiani? Comincerei migliorando l’insegnamento universitario. I libri di testo sono tutti americani e vedono l’affermazione del pensiero unico. Si è persa la nostra impostazione classica, quella basata sulla storia del pensiero, che permetteva di capire la nascita delle diverse teorie, il contesto, le spinte politiche delle diverse epoche. Oggi il laureato medio non ha capito nulla dell’economia, vuole solo andare a lavorare nelle grandi banche. Nel mio corso sulla politica monetaria non punto a cambiarli, ma vedo che alla fine del percorso sono diventati più interessati. Per quanto riguarda i ragazzi più giovani, ci sarebbe bisogno di professori universitari capaci di trasmettere la passione andando a parlare negli istituti superiori. Ma non ce ne sono tanti.

Come si fa a non far scappare l’italiano medio davanti a un tema economico?
 È dif­ficile. L’italiano medio è quello non legge libri, ha il terrore di vedere un numero o di sostenere un ragionamento un po’ più complicato. Anche sui canali televisivi più intelligenti, come Rai Storia, non si parla di economia. Ma attenzione, il problema parte dalla politica: quanti sono gli onorevoli che dicono «io di economia non capisco». Nelle direzioni dei partiti non c’è più attenzione a questi temi. La militanza intellettuale non conta nulla, per essere candidati pesa di più aver fatto parte del comitato per il referendum sull’acqua.

Servirebbe un Piero Angela dell’economia?
Una volta gli scrissi per proporgli una trasmissione su Piero Sraffa, uno dei più straordinari economisti dello scorso secolo, forse il più bravo insieme a Keynes. Sraffa ebbe una vita storia appassionante: era inviso a Mussolini e fu cacciato dall’Italia, fu amico dello stesso Keynes ma anche del ­filosofo Wittgenstein, era molto legato a Gramsci e coinvolto nei suoi contrasti col Pci. Raccontare una storia del genere, magari in uno sceneggiato per la televisione, sarebbe un modo per far iniziare ad appassionare le persone all’economia.

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