Crescono gli interessi della Cina in Europa. In base ai dati della Deutsche Bank raccolti da un’inchiesta del Financial Times gli investimenti diretti di Pechino nell’Unione europea sono più che quadruplicati in meno di tre anni, passando dai 6 miliardi di euro del 2010 ai 27 miliardi del 2012 e sono destinati a crescere. Approfittando dei prezzi più bassi causati dalla recessione globale la Cina ha avviato una campagna acquisti globale, intenzionata ad affiancare acquisti e appalti nei Paesi industrializzati allo shopping di risorse naturali che già da anni sta compiendo in Africa e America Latina. Secondo una stima della Citic Bank, il totale degli investimenti esteri cinesi supererà i 200 miliardi di dollari nel 2017; buona parte di questi destinati all'Europa.

L’ITALIA NEL MIRINO. Gli investimenti, come riportato dal quotidiano americano, tendono a concentrarsi su un determinato paese di anno in anno e il 2014 è stato l'anno dell'Italia (basti pensare a operazioni come quelle a Piazza Affari e nelle società energetiche Eni ed Enel). Più della metà dei 6 miliardi di euro investiti in Italia sono stati spesi dallo scorso gennaio, facendo dell'Italia il terzo paese europeo per dimensione di investimenti di Pechino, dopo Gran Bretagna (18 miliardi di euro) e Francia (7,9 miliardi). ma davanti a Germania (5 miliardi), Grecia (4,5 miliardi), Portogallo (4,4 miliardi) e Spagna (1,5 miliardi).