Della possibilità che Prada debutti in borsa si parla già da tempo. Dopo quattro tentativi andati a vuoto nell’arco degli ultimi 10 anni per circostanze sfavorevoli sul mercato, il momento più opportuno potrebbe ormai essere dietro l’angolo. Non solo la quotazione sarebbe imminente, ma sarebbe già in fase avanzata la valutazione circa la borsa di riferimento, che indiscrezioni collocano a Hong Kong.
Secondo il Financial Times Patrizio Bertelli sarebbe molto tentato dalla borsa asiatica abbinata a Milano, oppure come unica piazza.
A spingere la maison a quotarsi in Oriente sarebbe la possibilità di strappare una valorizzazione della società più alta, rispetto a quella dei mercati europei. Non mancano i contro, a partire dal fatto che si rischia una bassa liquidità del titolo.
Ancora nulla di ufficiale, dalla maison del lusso milanese precisano “Siamo un marchio globale e abbiamo esteso la valutazione di un eventuale listing anche all’estero: Hong Kong è all’esame, così come altre importanti piazze finanziarie quali Milano, Londra e New York”.
Oltre all’incognita del luogo permane ancora l’interrogativo sulla data, Prada continua a ribadire quanto affermato molte volte in passato, il timing dipende dall’andamento del mercato.
Banca di riferimento dell’operazione potrebbe essere Intesa SanPaolo, azionista con una quota del 5%, ma si vocifera che anche UniCredit, banca creditrice, potrebbe fare la sua parte. Non si esclude la possibilità di un istituto estero con esperienza nel collocamento in Asia come Ubs e Hsbc (artefici della quotazione a Hong Kong di L’Occitane International).
La valorizzazione di Prada dovrebbe essere compresa tra i 5 e i 6 miliardi di euro e l’azienda dovrebbe chiudere l’esercizio in corso con un fatturato da 2 miliardi di euro e un margine operativo lordo intorno a 350-500 milioni di euro.