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Il post lockdown secondo l'analista Gary Shilling

Il post lockdown secondo l'analista Gary Shilling Torna a Investimenti ripartire due settori promettenti
Mercoledì, 08 Luglio 2020
A.Gary Shilling

Come saranno gli anni dopo il coronavirus? Uno scenario è stato tracciato su Bloomberg , A.Gary Shilling (foto in alto), uno degli analisti finanziari più noti in America, grazie anche alla sua fortunata newsletter Insight , molto letta tra gli investitori. Secondo Shilling, che paragona questo periodo al post anni 20 del secolo scorso, rispetto a quello che ci aspetterà nei prossimi anni quando torneremo alla normalità, gli anni 2010 sembreranno un’età d’oro di crescita economica lenta ma costante, con aumento dell’occupazione e calo dell’inflazione e dei tassi di interesse. 

Ma cosa intende Shilling per ritorno alla normalità? Anzitutto, saranno anni segnati dal protezionismo contro la deriva del libero commercio estero e della globalizzazione, iniziata quando la Cina è entrata all’Organizzazione mondiale del commercio nel 2001. Il declino dell’attività manifatturiera e dei relativi posti di lavoro in Occidente a causa della globalizzazione negli scorsi anni e la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento mondiali promuoverà l’autosufficienza nelle singole economie nazionali, ma anche le inefficienze. L’offerta globale, tuttavia, continuerà a superare la domanda. Le barriere commerciali ridurranno la crescita e genereranno deflazione, riducendo le speranze dei politici che il protezionismo promuova nuovi posti di lavoro.

Il lockdown ha rivelato lo spreco di gran parte dei viaggi d’affari e del tempo in classe nelle scuole. Secondo Shilling, le interazioni faccia a faccia non scompariranno, ma saranno ridotte, a vantaggio delle tecnologie (hardware e software) per le comunicazioni e a scapito di compagnie aeree e hotel. Lavorare a casa sarà più accettato dai lavoratori, mentre i consumatori preferiranno più risparmiare che spendere, con un impatto sulle vendite al dettaglio. Si ricorrerà a stimoli fiscali di fronte a una politica monetaria che si dimostrerà impotente. Oltre a indennità di disoccupazione a seguito della recessione e alle varie forme di sostegno al reddito, è probabile che i governi indirizzino le maggiori spese per le infrastrutture e a effettuare ingenti prestiti per finanziare la spesa in deficit.

Il crollo dei prezzi del greggio potrebbe costringere i sauditi e i russi a cooperare per cercare di scacciare i produttori di shale oil statunitensi. I prezzi del petrolio, quindi, secondo l’analista, potrebbero tornare a oscillare tra 40 e 60 dollari al barile, anche se la recessione spingerà molti titoli energetici con rating junk  in default. Il deterioramento dei rating sui mercati obbligazionari potrebbe scatenare una corsa ai titoli del Tesoro degli Stati Uniti. Per Shilling, quando gli investitori avranno finalmente un’idea della profondità e della durata della recessione, le azioni riprenderanno, ma probabilmente da livelli del 20- 30% al di sotto di quelli attuali. Come dopo il mercato ribassista 2007- 2009, i singoli investitori saranno gli ultimi a tornare.

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