Gazprom resta la più grande multinazionale al mondo: nel 2004 era solo ottava © Getty Images

Tempo cinque anni, i più grandi colossi industriali saranno tutti asiatici. È questa la stima che emerge dall’annuale rapporto di R&S Mediobanca: l’analisi passa al setaccio 383 multinazionali industriali (329 industriali, 29 nelle telecomunicazioni e 25 utilities), per eleggerne le più potenti al mondo.

Da qui, la chiara avanzata dei Paesi Emergenti che coprono ben quattro posizioni nella Top 10 mondiale. In vetta per il totale attivo, si conferma il colosso russo Gazprom, che fino al 2004 era solo ottavo. Al secondo posto, spicca l’orientale PetroChina, che nove anni fa nemmeno esisteva agli occhi della graduatoria di R&S Mediobanca.

Al settimo posto entra invece la brasiliana Petrobas, mentre chiude la classifica la russa Rosneft, precedentemente solo 26°. Ma a colpire sono sopratutto le dimensioni delle realtà asiatiche: sebbene le europee restino ancora le più grandi al mondo, nei Paesi emergenti la crescita è molto sostenuta tanto da essere doppia rispetto a nove anni fa.

Di questo passo, tra cinque anni le asiatiche saranno le più grandi multinazionali al mondo e nel giro di un ventennio anche le centro-sud americane supereranno i giganti Usa, Europa e Giappone. Quanto all’Italia, per trovarla bisogna scendere fino al 14° posto: questa è la posizione dell’Eni, tallonata dall’altra italiana Exor, 18° grazie al volano di Fiat - Chrysler.

Nel complesso, il numero delle multinazionali industriali tricolori scende da 16 a 14 e la maggior parte appartengono a imprese pubbliche (55%). Poche inoltre le multinazionali con sede in Italia. Se invece si considerano solo i Paesi Europei, la Top 10 delle multinazionali industriali per totale attivo vede primeggiare la tedesca Volkswagen, seguita dalle inglesi Roya Dutch Shell e Bp. L’Italia si posiziona al sesto posto con Eni e all’ottavo con Exor.