Forbes finisce in mani cinesi: anche i ricchi piangono

Forbes vanta 36 edizioni locali in altrettanti Paesi © Getty Images

Anche i ricchi piangono. E vendono alla Cina. Succede a Forbes , il bisettimanale del capitalismo che festeggia il 97° compleanno con l’ingresso di capitali asiatici.

I nuovi fanno parte della Integrated whale media (Iwm) che ha rilevato il 45% della compagnia dal fondo Elevation Partners, promosso otto anni fa dal cantante degli U2 Bono Vox.

Nel 2006 la quota azionaria di maggioranza era stata pagata 264 milioni di dollari, mentre oggi è stata valutata 475 milioni dopo otto mesi di trattativa gestita dall’advisor Deutsche Bank.

Candidato due volte alle primarie repubblicane e nipote del fondatore, Steve Forbes rimarrà presidente della casa editrice di New York e direttore della rivista che conta 36 edizioni locali in vari Paesi (930 mila copie la diffusione attuale). Conserva l’incarico anche il Ceo Michael Perlins.

Nonostante la crisi dell’editoria, dunque, Forbes potrà continuare a stilare la classifica degli uomini più ricchi del mondo: in testa è tornato a marzo scorso Bill Gates (76 miliardi di dollari di patrimonio) davanti al messicano Carlos Slim. Primo italiano, in 22esima posizione, è Michele Ferrero.