Mauro Moretti, Philippe Dunne, Finmeccanica

Mauro Moretti con il ministro della Difesa inglese Philippe Dunne © Finmeccanica

Per usare un’espressione dello stesso amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, all’interno della holding “non ci sono più vacche sacre”. Da qui, il nuovo corso inaugurato dal piano industriale 2015-2019 che prevede la cessione dei comparti non strategici. Tra questi, spicca l’Ansaldo Breda (il cui accordo per la vendita dovrebbe essere reso noto tra 15 giorni), Ansaldo Sts, BredaMenarinibus e Fata.

“TROPPI PRODOTTI E TECNOLOGIE”. “Finmeccanica ha troppi prodotti e investe in troppe tecnologie”, continua Moretti. “Tutto questo non è più sostenibile. A questo punto per attuare il piano abbiamo due strade: uscire dal non core e, seconda opzione, ristrutturare e ristorare i nostri livelli di redditività”. Tre gli assi su cui si punterà: la difesa, la sicurezza e l’aerospazio. In particolare, per quest’ultimo, si vorrebbe aumentare il peso dell’Italia nella joint venture Thales Alenia Space-Telespazio e, contestualmente, incrementare la quota, attualmente pari al 14%, posseduta in Avio Spazio, produttore del lanciatore Vega.

SGUARDO A ORIENTE. Il mercato di riferimento restano gli Usa, ai quali però in prospettiva si aggiungeranno, sempre di più, i mercati emergenti di Medio ed Estremo Oriente. E ancora: il piano prevede risparmi per circa 150 milioni sui costi per tutto il gruppo, maggiore efficienza (l’aumento stimato è del 76% nel 2015 e dell’80% nel 2016) e ritorni finanziari, riorganizzazione della catena dei fornitori e della produzione, ottimizzazione della produttività, in primis ingegneristica. Possibili anche interventi sull’organico, che tuttavia, assicura Moretti, “verranno discussi con i sindacati”. Il piano mira ad aumentare il cash flow e ridurre, entro il 2017, il debito di oltre 600 milioni di euro. Il giro di affari atteso nel periodo 2015-2019 sarebbe di circa 70 miliardi di euro, di cui il 33% rappresentato da elicotteri (nuovi modelli e attività di supporto al cliente), avionica e aeronautica. “Ogni obiettivo previsto dal piano ha basi solide”, assicura il chief financial officer, Giampiero Cutillo. E Piazza Affari gli crede: con il varo del nuovo piano industriale, il titolo di Finmeccanica cresce del 4% a 9,37 euro.