© Michelangelo Carrieri

La frode fiscale e l’evasione privano i governi di entrate necessarie per far ripartire la crescita e minano la fiducia dei cittadini nell'equità e integrità del sistema fiscale. Parole di Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, che sottolineano l’importanza di un accordo appena raggiunto a Parigi: i 34 Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico si impegnano allo scambio automatico di informazioni bancarie. Italia e Svizzera compresi, ma l’accordo si estende anche a Stati non membri, fra cui Singapore, Cina, Brasile e Costa Rica. Altri, come Panama e Dubai ad esempio, potrebbero seguire nei prossimi mesi, almeno per evitare di finire nella lista nera che l'Ocse si appresta a stilare entro la fine dell'anno e che comporterà anche sanzioni da parte del G20.
I Paesi si impegnano alla reciprocità dello scambio di informazioni e alla ricerca di “soluzioni adeguate” per gli asset fino a oggi non soggetti a tassazione. L'accordo di oggi, come scrive l’Ansa , non fissa alcun termine entro il quale adeguarsi concretamente agli standard internazionali di scambio automatico, ma la data ultima indicata negli accordi precedenti per riportare nel Paese di origine i dati degli investitori è stata finora quella del settembre 2017. La richiesta di informazioni potrà comunque iniziare a partire da dicembre del 2015.