John Elkann, Sergio Marchionne

Sergio Marchionne e John Elkann ammirano un modello Ferrari

Fiat esercita l’opzione sul fondo Mubadala e torna a detenere il 90% di Ferrari. Lo ha confermato ieri al Salone di Parigi l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. Fiat ha esercitato così la sua opzione aggiungendo al suo 85% di Ferrari il 5% che era detenuto dal fondo sovrano di Abu Dhabi. La transazione, che non è ancora stata eseguita fisicamente, prevede per Fiat il pagamento di 122,4 milioni di euro a Mubadala. Attualmente è in corso un negoziato sulle modalità di pagamento: Fiat potrebbe far ricorso a una forma di pagamento differito legata anche all'ipotesi che l'azienda venga quotata in Borsa. Sulla quotazione di Ferrari Marchionne ha frenato sottolineando come è “una delle cose che può succedere ma non c'è nessun piano immediato”.
Intanto il presidente di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, ha affermato ieri che Ferrari prevede di chiudere il 2010 con aumento a doppia cifra del risultato economico e “un gross margin al 15%. Si tratta del secondo migliore risultato dopo il record del 2008, in un anno non straordinario, È un'azienda, la nostra, che ha reagito benissimo alla crisi mondiale con una continua innovazione di prodotto e sfruttando bene il marchio”.