Sergio Marchionne © Getty Images

Sergio Marchionne, presidente di Fiat Industrial

Fiat Industrial, dopo la fusione con la controllata americana Cnh, punta a spostare la propria residenza fiscale nel Regno Unito per godere di un regime fiscale “più lieve”. E’ quanto riportato dal sito del Financial Times in seguito all’annuncio del prospetto preliminare per la quotazione a Wall Street della Fi Cbm Holdings Nv, la società olandese in cui sono destinate a fondersi Fiat Industrial e Cnh. Secondo il prospetto depositato alla Sec, si scrive nell’articolo del sito inglese, dopo la fusione Fiat Industrial sarà incorporata in Olanda ma “intende operare in modo da essere considerata residente nel Regno Unito”, dove le imprese possono contare su un’aliquota della corporate tax pari al 23,25% (nel 2015 scenderà al 20%, in Italia oggi si aggira al 31,4%); senza contare che dal 2012 il Regno Unito ha ammorbidito le regole fiscali sulle aziende straniere.

LA REPLICA DI FIAT INDUSTRIAL. “Articoli usciti sui media e dichiarazioni di alcuni politici e sindacalisti italiani possono aver ingenerato l’idea che, dopo la fusione delle attività di Fiat Industrial e di Cnh, il domicilio fiscale della nuova società sarà trasferito dall’Italia alla Gran Bretagna, con notevole danno per il fisco del nostro paese – si scrive in una nota di Fiat Indsutrial – Si tratta di dichiarazioni e valutazioni completamente false. Bisognerebbe infatti ricordare che da molti anni Cnh Global NV ha la sede legale in Olanda. In Italia invece, come negli altri Paesi, hanno sede le società nazionali che svolgono attività in ogni singola nazione e che continueranno a pagare le tasse dove operano. L’affermazione che l’Italia perderebbe più di 500 milioni di tasse è quindi assolutamente falsa. Questa cifra deriva dal consolidamento delle tasse di ogni singola azienda del Gruppo in conformità con le leggi locali. In particolare, il 46% è di competenza delle società operanti in Nord America, l’11% di quelle in America Latina, il 27% di quelle in Europa, di cui solo il 5% di quelle in Italia. La nuova società, che deriverà dalla fusione, ha scelto il proprio domicilio fiscale in conformità con tutte le normative vigenti ed ha richiesto in merito il parere delle autorità competenti dei Paesi Bassi e del Regno Unito e si atterrà alle loro decisioni. I motivi della scelta della nuova sede legale sono in linea con gli obiettivi principali dell’operazione: la creazione di un gruppo globale nel settore del capital goods, capace di attrarre investitori internazionali. Dopo aver esaminato i vari trattati bilaterali contro la doppia imposizione il Gruppo ritiene che il domicilio fiscale nel Regno Unito metterebbe gli azionisti della futura nuova società sullo stesso livello degli azionisti dei suoi maggiori concorrenti”.