Questa mattina Piazza Affari ha aperto … in rosso: il 4 gennaio è la giornata della Ferrari, i cui titoli debuttano sulla Borsa italiana al prezzo di 43 euro per azione. Un esordio in grande stile, che hatinto dei colori di Maranello la facciata di Palazzo Mezzanotte; tra i protagonisti dell’evento, il Presidente dell’azienda Sergio Marchionne e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Tra i presenti, anche il Ceo di Ferrari Amedeo Felisa; Piero Ferrari, il figlio del fondatore Enzo; e John Elkann, presidente di Fca . A coronare il tutto è stata organizzata una mostra dei modelli Ferrari, tra i quali spicca la nuova F12 Tdf .

LA SEPARAZIONE DA FCA. Il debutto in Borsa di Ferrari sancisce la definitiva separazione di Ferrari dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles, del quale Marchionne è Amministratore delegato; gruppo che, d’ora in poi, dovrà fare a meno degli ingenti fatturati del Cavallino Rampante, casa ormai annoverata fra gli attori più rilevanti del settore del lusso. Il 10% del capitale di Ferrari era già stato quotato a Wall Street; con il debutto in Piazza Affari, l’80% delle azioni è stato distribuito agli azionisti del Lingotto, mentre l’ultimo decimo resta nelle mani di Piero Ferrari, che mantiene il controllo congiunto dell’azienda di famiglia grazie ad un accordo con gli Agnelli.

ESORDIO IN BORSA. L’ingresso sulla Borsa Italiana di Ferrari parte da 43 euro, pari ai 48 dollari (circa 44 euro) segnati in chiusura a New York; la separazione dal suo marchio ha fatto invece calare il prezzo delle azioni di Fca, che scendono a 8,5 euro quando venerdì era riuscito, in chiusura, a raggiungere i 13 euro; orfana del Cavallino , il gruppo Fiat-Chrysler vale poco più di 11 miliardi, ma si spera che la vendita di Ferrari e il conseguente abbattimento dei debiti possano rinvigorire l’azienda. Resta il fatto che Fca dovrà, senza Maranello, rinunciare a ben il 12% del suo fatturato: in questa nuova situazione, sembra quanto mai necessario l’avvio del piano di sviluppo quinquennale, che punta alla valorizzazione dei marchi Alfa Romeo , Maserati e Jeep grazie a un investimento di oltre 50 miliardi.