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C’è grande eccitazione a Wall Street per il debutto in Borsa del titolo Ferrari (il simbolo sarà Race), un marchio che, come sottolineato da Sergio Marchionne (e dai risultati degli ultimi anni) è “a prova di recessione”. Secondo alcuni analisti era dai tempi dell’ingresso nel listino di Alibaba – il sito di ecommerce cinese – che non si verificava un interesse tanto alto. La società del Cavallino Rampante porta sul mercato americano poco più di 17 milioni di azioni e il prezzo dell’Ipo (offerta pubblica iniziale) è stato fissato a 52 dollari per azione. La raccolta della quotazione è pari, quindi, a 893,36 milioni di dollari e il valore complessivo della società si aggirerebbe, quindi, intorno ai 10 miliardi.

MONTEZEMOLO AZIONISTA. Tra gli investitori di Ferrari anche l'ex presidente Luca Cordero di Montezemolo. “Dovrebbero regalarmele”, risponde sorridendo l’attuale presidente di Alitalia a chi gli chiedeva se avesse acquistato azioni Ferrari. Poi precisa: “Le compro perché ci credo e per motivi affettivi”.

LIQUIDITÀ PER FCA. Dopo l'Ipo Fiat Chrysler deterrà l'80% di Ferrari. All'inizio del 2016 il Cavallino sarà scorporato da Fca e passerà sotto il controllo di Exor: la holding della famiglia Agnelli avrà il 24% del capitale ma, grazie al meccanismo del voto multiplo olandese, peserà molto di più e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari (il figlio del fondatore conserverà il suo 10%).

I NUMERI DI FERRARI. Nei documenti depositati alla Sec, la Consob americana, Ferrari prevede per il terzo trimestre un utile netto di 93-96 milioni di euro, in aumento del 60-66% rispetto allo stesso periodo del 2014. I ricavi sono stimati in crescita del 9-10% a 720-730 milioni. Ferrari prevede di aumentare la produzione a 9 mila vetture l'anno nel 2019.